Armenia come l’Ucraina?

L’indisponibilità al compromesso soddisfa uno dei fattori chiave che si riscontrano comunemente in molte rivoluzioni colorate.

 

 

Il tipico modo in cui avvengono le rivoluzioni colorate appoggiate dall’Occidente è quello in cui una protesta pacifica basata su legittime rimostranze viene dirottata per diventare il catalizzatore di una rivoluzione violenta. Se consideriamo la rivoluzione EuroMaidan avvenuta nel 2014, una protesta pacifica è diventata violenta dopo il massacro dei “cento eroi celesti” da parte di misteriosi cecchini, che ha fatto vittime sia tra la polizia che tra i manifestanti, finché il conflitto ha raggiunto un punto di non ritorno (qui un clamoroso quanto poco pubblicizzato reportage sulle verità nascoste della strage di Maidan, ndt) .

Eppure, cosa ci insegna la storia sui cambiamenti di regime appoggiati dall’Occidente e le conseguenze sulle nazioni interessate? Basta considerare la situazione economica in Ucraina prima e dopo il colpo di stato, come riportato da Vesti:

 

 

“I risultati del nuovo governo sono semplicemente disastrosi per il paese. Nell’anno precedente al colpo di stato, il PIL era stimato sui $180 miliardi, nel 2017 si prevede che sarà la metà, $90 miliardi.

 

Il salario medio nel paese si è più che dimezzato, da $408 al mese a $ 196 l’anno scorso. Il tasso di cambio dell’hryvna è calato di tre volte e mezzo, da 8 a 27 per dollaro. Poiché le principali imprese high-tech sono state distrutte, l’economia ha acquisito una struttura coloniale.

 

Sempre più materie prime vengono esportate, pari a circa l’80% delle esportazioni. La metà di queste sono nel settore agrario. Il volume totale delle esportazioni è diminuito del 57%. Gli investimenti esteri diretti sono diminuiti di almeno quattro volte, da 6 miliardi all’anno a un miliardo e mezzo. Praticamente niente. E di questo niente, tuttavia, la maggior parte degli investimenti proviene ancora dalla Russia.

 

Il debito pubblico è aumentato continuamente e ora è diventato insostenibile. Da 64 miliardi di dollari è arrivato a 80 miliardi. Molti milioni di cittadini hanno lasciato il paese alla ricerca di una vita migliore. Alcuni di loro sono andati in Occidente, alcuni in Russia. Il sistema sanitario e il sistema educativo sono distrutti.

 

Così come il sistema processuale. Il saccheggio delle società è diventato la norma. La corruzione è aumentata. Il paese è in pezzi.

 

Poroshenko e la sua squadra hanno ingannato tutti: l’Occidente, la Russia e il loro popolo, per quanto riguarda le prospettive del paese, le pratiche del nuovo governo e gli Accordi di Minsk.”

http://vocidallestero.it/2018/04/26/sara-larmenia-la-nazione-designata-per-il-prossimo-cambio-di-regime-sostenuto-dalloccidente/

 

Completando il “Triangolo d’oro”

Promemoria dell’estate 2015 sul tentativo di “rivoluzione di colore elettrica” in Armenia.
“Una “rivoluzione colorata” è in corso in Armenia?
Le proteste armene assomigliano allo scenario del colpo di Stato ucraino di Majdan, deputato russo
Le proteste armene sono contro la Russia? Paul Craig Roberts
Erevan elettrica non cambierà l’orientamento filo-russo dell’Armenia
Le basi militari estere della Turchia e la loro minaccia alla stabilità
Abbiamo la nostra vecchia, buona e un po’ folle Turchia. Abbiamo una Georgia cristiana ortodossa occupata dalla NATO e sotto il completo controllo del regime di Washington. Inoltre, l’economia della Georgia è occupata dalla Turchia. Il 90% dell’industria del turismo, tra cui hotel e ristoranti, è di proprietà di turchi. In realtà, la Turchia può semplicemente premere l’interruttore e dichiarare la Georgia parte della Turchia. Questo è il piano di Erdogan. Non è un caso che chiami Azerbaigian e Turchia “una nazione, due Paesi”, Georgia e Armenia cristiane sono solo di ostacolo. La Turchia prevede di costruire basi militari in Georgia e anche in… Armenia. “I piani per una base militare turca in Georgia e possibile futura base turca in Azerbaigian, forse nella ex-enclave di Nakhichevan tra Armenia e Turchia, ha spinto la popolazione prevalentemente armena delle regioni georgiane di Javakhq e Tsalka a contemplare la secessione dalla Georgia e l’adesione all’Armenia“. Abbastanza interessante, tale escalation avviene dopo diversi mesi di “sforzi” diplomatici di Stati Uniti ed Unione europea per minare la fragile stabilità della regione.

Bruxelles e Washington chiedono all’Armenia di cedere popolazione e territori all’Azerbaigian controllato dalla NATO

estratto da https://aurorasito.wordpress.com/2016/04/03/scontro-armenia-azerbaigian-per-il-nagorno-karabakh/