Il banco vince sempre

Katharina: giovane, rassicurante, bionda, sorridente, caruccia senza essere gnocca (disturberebbe il gaglioffo medio), dopo la laurea a Monaco in politologia e psicologia e comunicazioni (le gambe del gioco delle tre carte), se ne va all’Università di San Diego, California e poi si fa le ossa affinando le tecniche nel Partito Democratico. Nel Michigan.

Katharina, dall’alto di tali benemerenze apolidi, ha parlato anche a “La Stampa”, quella di Torino: “[non dobbiamo] gestire [bensì] costruire l’integrazione … la CSU ha reso sempre più difficile la concessione di permessi di lavoro, e quindi è cresciuto il mumero di coloro che stanno qui, ma sono disoccupati”.
“La Stampa” sarà andata in sollucchero (i prossimi giorni “Repubblica” e “Corsera” ospiteranno cunnilingus giornalistici di sicuro spessore). Capito Seehofer, capito Salvini? Angela e Katharina sono mano nella mano e la seconda, trentatré anni come nostro Signore, è pure una supereroina: si veste come Daenerys Targaryen.

Il potere ha un’utopia, noi no. Lo ripeto. E lo realizzerà per un semplice fatto statistico: il Banco vince sempre. Alberto Sordi ne Lo scopone scientifico vince … vince … vince … Bette Davis, però, che addirittura anticipa le fiches ai poveracci, dispone di risorse illimitate  … può  permettersi mille sconfitte … quelle che fanno ringalluzzire gli scemotti … a Bettina basta solo aggiudicarsi una battaglia per vincere la guerra. E la vince.

estratto da https://alcesteilblog.blogspot.com/2018/10/katharina-leroina-ovvero-dal-michigan.html