Indietro non si torna

Come   ricorda Meyssan, Elisabetta II è –  nel Commonwealth – regina anche di Australia e Nuova Zelanda,  delle Isola Salomone e Papua New Guinea –  nella zona pacifica di interesse di Pechino – e per di più delle Bahamas, Belize, Grenadine  e relativi paradisi fiscali, Canda e Giamaica, Saint Lucia e Tuvalu….insomma il Regno Unito,  abbandonato dall’Europa, non resta solo soletto;  torna al Commonwealth,  che ha propaggini importanti nell’area di Pacifico a cui  la Cina ha bisogno di riversare i suoi capitali  in surplus, per farne l’epicentro mondiale del nuovo secolo – che non sarà più americano.

“Il Brexit redistribuisce la politica globale”, per Meyssan. Il quale giunge paragonare l’evento al crollo del Muro di Berlino nel 1989, che provocò quel che sapete;   nel  dicembre 1991  si dissolveva l’URSS,  sei mesi dopo il Patto di  Varsavia  finiva, e si scioglieva il Comecon, il “mercato comune” fra paesi comunisti. La UE, dice il francese, farà la fine del Comecon,   di cui non fu nemmeno necessario negoziare lo scioglimento, perché   il paese che lo guidava non esisteva più – e la stessa Urss  veniva smantellata, anzi la stessa Russia ha corso il pericolo di smembramento, a  cui Putin si oppone con la guerra alla Cecenia.  Spero che Meyssan abbia ragione, e  non scambi i suoi (e nostri) desideri per realtà. Temo che la UE sia intessuta da interessi più forti e  intricati del Comecon; basti dire che da quello tutti speravano solo di sfuggire, mentre qui  – a parte tutte le  classi politiche e le potenti burocrazie il cui destino è legato alla UE –  , persino nei paesi europei più depredati dall’egemonia di Berlino persiste una maggioranza  popolare a favore del “Remain” nella prigione dei popoli chiamata UE: e che i caso di referendum voterebbe per restare.

Un   altro punto in cui Meyssan forse non coglie nel segno: la Brexit   annuncerebbe lo smantellamento della NATO e, con il riavvicinamento del  Regno Unito al gigante cinese, anche i rapporti con  la Russia miglioreranno, e sarà la fine delle provocazioni belliciste che Usa,  Londra e  seri europei stanno  attuando contro Mosca.  Lo Stato Profondo britannico ha da secoli un incubo, e  una mira strategica fondamentale, che si esprime più o meno così: impedire alla Russia di affacciarsi sui “Mari caldi”,  siano l’Oceano Indiano, il Pacifico,  persino il Mediterraneo; lo ha fatto costantemente alleandosi nel caso coi più discutibili alleati (come ottomani,   savoiardi e  francesi nella guerra di Crimea),  tentando di occupare l’Afghanistan  per  sottrarlo allo Zar (subendo uno storico disastro imperiale).  E’ questo stato profondo che ha elaborato a teoria geopolitica  che va  sotto il nome di Sir Halford John Mackinder, e si esprime così: “Chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo ».   Lo Heartland, questa immane distesa   di terra che  dal Baltico a Vladivostok, è  l’incubo inglese – perché  irraggiungibile dal mare e non controllabile con la flotta imperiale;  la Russia con la Cina controllano lo Heartland; dunque,   sono l’inciampo storico e inamovibile al potere globale britannico.

Londra inoltre – Lord Rotschild, precisamente – fornì a Khodorkovski le centinaia di milioni di dollari che bastarono allora  impadronirsi del cespite petrolifero sovietico;  era anche quello un modo geniale di impadronirsi della Heartland e dunque di controllare il pianeta; Putin ha mandato  monte quel progetto. Londra non dimentica. Se davvero  il dislocamento del Regno Unito cambierà i rapporti con Pechino, certo non li cambierà con Mosca. Anzi,   temerei che uno degli scopi del grande “salto di paradigma” che Buckingham Palace  ha operato,  voltando le spalle ai neocon americani, possa essere di staccare la superpotenza cinese dalla Russia. Dopotutto, la Cina – materialista, edonista,   assetata di speculazione finanziaria  e di  tutti gli altri giochi d’azzardo  – è più “occidentale” della Russia. Nel senso in cui  “occidentale” coincide col capitalismo terminale.

L’articolo Tranquilli, il Brexit è irreversibile. Lo dice il barone di Richmond è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.