Agli inizi di questo secolo il professor Mario Monti godeva di un’altissima considerazione sebbene nessuno avrebbe saputo dire da cosa derivasse tanta buona fama, se non dal trascinamento del sentito dire visto che tra l’altro la sua carriera di consigliori di governo aveva spesso riguardato il debito pubblico proprio negli anni in cui calava a picco o meglio saliva alle stelle grazie anche ai suoi consigli . Forse veniva considerato “moderno” rispetto al ceto politico in un periodo in cui non si intuiva cosa significasse davvero questa modernità e dove sarebbe andata a parare: così era una specie di lare benefico e in ogni caso sembrava l’uomo giusto da tenere di riserva per i tempi duri Poi quando questi sono arrivati o meglio sono stati appositamente propiziati dagli amici e sodali del professore, Monti ha dimostrato di che pasta è fatto, quello di un ormai anziano signorino, discendete da illustre stirpe di banchieri che conosce solo la dinamica del denaro e non quella della vita o dell’economia reale, sempre vissuto nel circolo ricreativo dei ricchi e delle loro ideologie. Si è circondato di una squadra di espertissimi incompetenti come lui e ha cominciato la sua opera di picconatore dello stato sociale, combinando disastri.

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