La buona scuola

Allora provate  a proporre la riforma della scuola, che  palesemente occorre: il ristabilimento della disciplina,  la polizia che arresta il ragazzo che osa tirare il cestino o un preservativo su un insegnante, o intimidirlo in modo subdolo , perché i  professori hanno lo status di pubblici ufficiali; provate a proporre durezza dei programmi e severità e bocciature; provate a proporre  – ad esempio –   l’uniforme scolastica, essenziale per insegnare ai ragazzi “l’uguaglianza di fronte alla legge”, perché nega le diversità basate sul reddito, il lusso del vestiario, la moda costosa, essenziale elemento educativo vigente in tutti i paesi ambiziosi di civiltà.

Provate, e vedete cosa succede. Ve   lo dico io: Repubblica, l’Espresso, Il Manifesto, le tv progressiste, RadioRAi 3, i grandi intellettuali alla Saviano, i talk shows più  avanzati, sarebbero tutti mobilitati contro  “l’autoritarismo” scolastico, e il “bigottismo”, l’insopportabile “peso sociale” che si vuole esercitare sui “nostri figli”. Persino gli insegnanti sarebbero contro la divisa scolastica, perché sono progressisti anche loro.  Insomma è impossibile rettificare queste  patologie.

La conclusione è: occorre fare  la secessione. La   secessione dai genitori del Liceo  Virgilio. Una secessione difficile perché non ha confini geografici certi,  e  i mascalzoni   con cui non vogliamo avere a che fare sono accanto a noi,  più spesso sopra di noi, e educano al male coi loro cattivi esempi,  le loro leggi e normative “permissive”  che riducono  le nostre scuole a  agenzie diseducative, e i nostri figli a farabutti sporcaccioni e ameboidi, senza cultura e senza testa.

Per il momento la secessione la dobbiamo fare dentro di noi.  Prendo qui  un’idea dell’economista e sociologo Charles Sannat, che ho avuto occasione di citare: un padre di famiglia  rivoltato dal sistema  che esiste anche in Francia.

“La  risposta è in noi.  Ciascuno di noi  in quanto genitore:

Io rifiuto che la vacuità sia l’orizzonte educativo insuperabile per i miei figli.

Io rifiuto la mediocrità per i miei figli.

Io rifiuto la mancanza di ambizione per i miei figli.

Io rifiuto questa società della incultura crassa per i miei figli.

Io rifiuto questo assurdo e mortifero, il politicamente corretto,  per  la crescita dei miei figli.

Io rifiuto i metodi di lettura inefficaci per i miei figli.

Io rifiuto di  lobotomizzare i miei figli davanti a degli schermi video ed  emissioni fatte per trasformare coloro che amo di più  in cervelli disponibili per la pubblicità delle  grandi marche.

Io rifiuto che i miei figli siano merceologizzati,  abbrutiti, cretinificati e assoggettati al totalitarismo mercantile.

Io rifiuto tutto ciò,  perché tutto  ciò è la  facilità.

Educare dei figli, accompagnarli con amore a divenire adulti  compiuti e responsabili così come cittadini di valore, questo esige tempo e sforzo e soprattutto coraggio  e costanza, ossia il contrario dei valori che questo sistema assurdo tenta con tutti i mezzi di far entrare nelle nostre teste”.

Non è che “tenta”: riesce a farci suoi, con la pressione sociale dei peggiori dirigenti che l’Italia abbia mai avuto. A parte ciò, questo decalogo “io rifiuto”,  se lo ripetano i padri e le madri ancora coscienti, che non vogliono  confondersi coi genitori del Virgilio. E’  la lotta di  liberazione che occorre, e deve partire da dentro di noi.  Come sapete benissimo, ci vuole il coraggio. quello che ci manca, per lo più.

 

Il Collettivo dell’Occupazione dei Figli di Papà faceva pagare il biglietto agli studenti: 5 euro.

 

L’articolo Scoperta: c’è la Mafia anche al liceo Virgilio di Roma. Peggio di quella degli Spada. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.