Goliardia (absit iniuria verbis)

Per un ambiente come quello che ci ha forgiati, sempre incline ad un mix distruttivo di disfattismo, pessimismo e rancori personali, è bello poter dire che non era affatto scontato sentire il grido dannunziano “Fiume! Fiume!” alzarsi dai banchi della Camera con la banale scusa di una seduta chiamata appunto “fiume” per approvare l’ennesimo Milleproroghe. E non era forse mai successo di vedere un manipolo di deputati andare ad occupare nottetempo i banchi desolatamente vuoti di un altro gruppo parlamentare (quello del Movimento 5 Stelle) per evidenziare che quelli che volevano “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” sono diventati emuli della peggiore partitocrazia. Non era neppure così banale vedere 32 magliette azzurre (indossate in un tempo da pit-stop di Formula 1) per sbertucciare le magliette rosse pro-immigrati della sinistra radical-chic nè così ordinario che, di fronte ad un austero Commissario europeo disceso da Stoccarda per impartirci l’ennesima lezioncina rigorista, si alzassero i deputati di Fratelli d’Italia a consegnargli una Costituzione italiana per ricordargli che, contrariamente a quanto da lui dichiarato, “la sovranità appartiene al popolo e non ai mercati”. E non è stato meno emozionante sentire riecheggiare dai banchi della destra il grido “Verità! Verità!” (a fare il verso a “onestá onestá” di rito grillino) dopo aver detto con coraggio che non ci accontentiamo della verità di comodo sulla strage di Bologna. C’è stato persino chi tra noi si è eretto sul proprio banco, come un novello professo Keating (ricordate “L’attimo fuggente” con Robin Williams?), per difendere le maestre diplomate magistrali che rischiano di perdere il posto. Così come è stato bello intervenire per difendere il popolo ungherese dall’ennesima ingerenza eurocratica facendo impazzire il solito Fiano, sbagliare clamorosamente la coreografia e riuscire a sorridere pubblicamente di noi stessi come nemmeno la migliore Goliardia anni ‘60 avrebbe forse saputo fare. Quella sensazione di essere lí senza complessi, a dispetto di qualche sondaggio poco benevolo, figli di una storia unica ed irripetibile che ci ha insegnato a scannarci e a volerci bene, a partire tutti quando toccano uno dei nostri. E gli altri intorno che ci guardano come fossimo marziani, chi perbenisticamente indignato e chi forse un po’ invidioso.

http://www.barbadillo.it/77352-lintevrento-di-c-fidanza-fratelli-ditalia-in-parlamento-come-opposizione-dannunziana/