Israele insoddisfatta

Israele continua nel suo tentativo di provocare una guerra: la difesa aerea siriana intercetta missili contro installazioni di Homs e Damasco Le autorità di Tel Aviv sono insoddisfatte dell’operazione militare effettuata dal trio della NATO costituito da USA, Francia e Gran Bretagna e continuano per proprio contro ad attuare con attacchi aerei e missilistici contro la Siria. Il pricipio a cui si attiene Israele sembra essere quello di “battere il ferro”finchè e caldo e provocare uno stato di caos e guerra permanente in Siria. In questo senso si deve inquadrare l’ultimo attacco missilistico della notte scorsa che ha visto una serie di missili (sembra 10) sparati dallo spazio aereo libanese contro la base aerea di Shayrat nella provincia di Homs e contro postazioni militari nell’area di Damasco, vicino all’aereoporto di Al Damair. Una fonte militare siriana ha indicato che tutti i missili sono stati intercettati dalle difese aeree siriane e che questi non hanno provocato nè vittime nè danni. Anche la televisione di stato siriana e l’agenzia di stampa Sana avevano riferito che le forze armate siriane hanno respinto un attacco missilistico contro la base aerea di Shayrat nella provincia di Homs. La Tv ha spiegato che questi missili avevano sorvolato lo spazio aereo del Libano ed erano diretti contro posizioni militari a sud di Damasco. Si presume che, nella base militare presa di mira dai missili israeliani, vi siano presenti soldati delle forze speciali russe. Questo potrebbe determinare una reazione russa ed avere l’effetto di smuovere le autorità di Mosca dalla fase di “pazienza” che fino ad oggi è stata ostentata riguardo ai continui attacchi si Israele in Siria. La pazienza ha ormai un limite ed anche Putin inizia a ricevere forti critiche al suo interno per non aver ancora mai reagito decisamente agli attacchi di Israele, salvo esprimere condanne verbali. Il Pentagono ha dichiarato di non avere niente a che fare con questi attacchi, come confermato anche dal Dipartimento di Difesa USA.

Il ministro Liberman fra i suoi ufficiali

D’altra parte nella giornata di ieri il ministro della Difesa Israeliano Liberman aveva dichiarato che Israele non avrebbe accettato di rispettare i “paletti” imposti da Putin al Governo di Tel Aviv, ovvero di astenersi dall’effettuare altri attacchi. Il ministro ha dichiarato che Israele non terrà in considerazione alcun tipo di limitazione alle sue attività in Siria attinenti alla propria sicurezza in particolare la vigilanza contro la presenza iraniana che Israele non tollera. Probabile quindi che sarà proprio la presenza iraniana in Siria ad innescare il pretesto di una nuova offensiva in cui Tel Aviv farà di tutto per trascinare l’alleato USA, contando molto sul consigliere personale di Trump, il genero ultrasionista Jared Kushner. A tutto questo si aggiunge un forte accumulo di altri “ribelli” fra cui i terroristi dell’ISIS riciclati dagli USA presso la base di AL Tanf (siparla di oltre 90.000 elementi), nel sud vicino al confine giordano, e pronti ad attaccare nuovamente le forze siriane. Tutto fa pensare che i giochi in Siria si riaprano presto e che il Pentagono stia inseguendo l’attuazione del suo “piano B” per la Siria. di Luciano Lago Fonti: AL Mayadeen   Hispan Tv

https://www.controinformazione.info/israele-continua-a-provocare-per-trascinare-gli-usa-in-una-guerra-aperta/

Traslochi in corso

Incirlik, base aerea gigantesca alla periferia della città turca di Adana, era semplicemente il posto perfetto. Incirlik è stata, per anni, la base aerea più importante e letale del Medio Oriente, da cui l’occidente intimidiva ed attaccava vari obiettivi nella regione e dove, come molti esperti turchi ritengono, numerosi estremisti jihadisti che operano in Siria e altrove venivano addestrati. Qualunque cosa l’occidente voglia bombardare, Siria, Iraq o Iran, Libano, Yemen o addirittura Afghanistan, Incirlik è lì, con un’infrastruttura perfetta e una posizione geografica “fantastica”. Per la NATO, un posto che diventa realtà onirica, davvero! Ma solo fino a poco prima, fino all’era di Erdogan, al fallito colpo di Stato del 2016, e alla conseguente, incomprensibile, ma vera “svolta turca”. Improvvisamente, la Turchia non è più “fidata”; almeno non nelle capitali occidentali. Questo è forse molto positivo per la Turchia e il suo futuro, ma sicuramente non per la NATO.
Quindi dove spostarsi da Incirlik? Il Regno di Giordania sembra il miglior candidato. Convenientemente, è molto povero ed è storicamente sottomesso ai suoi padroni occidentali. Dipende essenzialmente dagli aiuti esteri, occidentali, e farebbe qualsiasi cosa per compiacere i governanti di Washington, Londra o Berlino. Soprattutto per l’occidente, Amman è sufficientemente oppressiva e priva di qualsiasi opposizione seria. Se il dissenso diventa troppo forte, i suoi membri vengono rapiti e torturati. Pertanto, è naturale che europei e nordamericani si sentano sicuri e a casa qui. Nel 2017, la Wermacht tedesca inviò soldati, piloti e Tornado, oltre 200 persone e decine di aerei sulla base al-Azraq, a soli 30 chilometri dal confine con l’Arabia Saudita, e una distanza simile dalla Siria, e dall’Iraq di soli 200 chilometri. È ovvio che Angela Merkel e Recep Erdogan provano una certa (alcuni direbbero “grande”) avversione reciproca. È anche noto che la NATO ama lavorare a stretto contatto con Paesi oppressivi, orientati al mercato ed obbedienti. Ma la Giordania? Anche la rete televisiva ufficiale tedesca Deutsche Welle (DW), ha mostrato un chiaro cinismo verso la mossa, anche se ha espresso, simultaneamente, comprensione per la situazione: “re Abdullah II è un capo molto apprezzato dall’occidente. In contrasto coi principi della penisola arabica, di solito è vestito con abito scuro. Ha ricevuto un’istruzione militare in Gran Bretagna e ha studiato a Oxford e Washington. Sotto la sua guida, la Giordania è affidabilmente allineata alla politica occidentale in tutti i principali conflitti mediorientali. E questo non cambierà, secondo Udo Steinbach, a capo dell’istituto di orientamento tedesco di Amburgo per anni. “‘E’ un uomo dell’occidente e non ha alcuna alternativa ad esserlo”, aveva detto Steinbach. “La Giordania è un Paese povero e, senza aiuti occidentali, non sopravviverebbe affatto”.”
La NATO ha già utilizzato per anni la base aerea di Muwafaq Salti presso al-Azraq, principalmente per bombardare illegalmente numerosi bersagli in Siria.


https://aurorasito.wordpress.com/2018/03/13/la-nato-passa-dalla-turchia-alla-giordania/

Alture del Golan

BEIRUT, LÍBANO (2:50 AM) -Forze statunitensi e britanniche, assieme a reparti giordani, sono entrate da sud in Siria nella notte di Domenica ed hanno attraversato il passaggio di frontiera di Al-Tanf nel governatorato di Homs, secondo le informazioni fornite dalla Smart Agency. Secondo queste informazioni, circa 150 militari statunitensi e britannici e vari contingenti di truppe giordane, sono entrati in territorio siriano, come risulta dai filmati metre questi si trasferivano in direzione dell’area di Hamimah. L’area di Hamimah si trova a circa 90 Km. all’est di Palmira, vicino la campagna di Deir Ezzor; la sua prossimità alla città strategica di Al-Bukamal, trasformata questa in un importante obiettivo militare per le truppe statunitensi e britanniche. Vedi: Youtube.com/Watch Secondo gli analisti militari, l’avanzata di queste truppe verso l’area di Hamimah ha come propria finalità immediata quella di bloccare le forze dell’Esercito Arabo Siriano (EAS) nel governatorato di Deir Ezzor, fatto che potrebbe provocare possibili scontri diretti tra le due parti contrapposte. L’altro obiettivo militare e strategico è quello di sottrarre alle forze siriane e di Hezbollah il controllo della zona al confine tra Siria/Iraq/ Giordania e la strada di comunicazione n. 1 che collega la capitale giordana, Amman,  a Baghdad, capitale dell’Iraq. Nello stesso tempo sembra chiaro che Washington vuole fare fallire in partenza il piano concordato tra Russia/Iran/Turchia ad Astana delle 4 zone per la cessazione del fuoco, piano da cui gli USA erano esclusi. L’intelligence russa e siriana aveva già individuato da giorni l’anomala concentrazione di truppe e mezzi sulla frontiera Siria/Giordania e non erano passate inosservate le manovre condotte dalle forze USA e giordane. Nota: Si rende evidente il tentativo perseguito dal comando militare USA e Britannico di arrvare ad uno smembramento di fatto di alcune regioni della Siria, tanto a nord, dove già gli USA stanno fornendo armi pesanti alle formazioni curde, quanto a sud dove si stanno impiegando forze militari giordane in appoggio ai gruppi ribelli armati dagli USA e dal Regno Unito. Prosegue in pratica il vecchio piano di spartizione della Siria pianificato a suo tempo da Washington con l’appoggio dell’Arabia Saudita e del Qatar. Il piano era stato momentaneamente bloccato dall’intevento delle forze aeree russe in Siria. Sarà importante verificare a breve quale sarà la reazione del comando russo a questa ennesima invasione della Siria da parte di forze militari straniere accompagnate da truppe mercenarie. Fonte: Al Masdar News Traduzione e nota: Luciano lago

http://www.controinformazione.info/ultima-ora-forze-usa-e-britanniche-sono-entrate-in-siria-dal-sud-confine-siriagiordania/