Gli anni che verranno

Ometto i primi 5 punti perché di fatto si sono già verificati

6) Anche la casa di proprietà che gli Italiani hanno sempre amato come il risparmio non è gradita a questi poteri forti. Si stanno già predisponendo, insieme ad una Patrimoniale sicura, finanziarie internazionali per assorbire l’ enorme patrimonio familiare-immobiliare e tutto ciò che il risparmio privato degli Italiani ha faticosamente costruito a partire dai nostri genitori e nonni. Neanche i lavoratori dipendenti e salariati potranno stare allegri con un esercito di riserva di migranti diseredati pronti a lavorare a qualunque prezzo e condizione.

7) Nel grande stravolgimento sociale e nella sostituzione etnica degli Italiani devono venire meno anche tradizioni, radici, identità, memorie e la stessa idea di Patria e di sovranità democratica del popolo. Questo rappresenta una minaccia per le #élite globaliste che controllano questa fase storica guidati dalle regie NWO di Bildelberg Soros & C.. Forze che hanno già conquistato il Vaticano di #Bergoglio, cui i cosiddetti valori non negoziabili dell’umanesimo #cristiano di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e di tutta la tradizione cristiana sono stati sostituiti solo dalla frenesia e ossessione in difesa della grande migrazione afroislamica.

8)Il totale controllo e l’omologazione del #Mainstream dell’#informazione giornali, televisioni, cinema e un conformismo servile opportunista delle accademie garantisce e garantirà lo #statusquo. Tutto questo partendo dal mondo della scuola, totalmente controllato da una visione unilaterale del pensiero unico.
Tutto questo sarà vestito da #buonismo bergogliano, da #europeismo suddito e da un finto giustizialismo pseudomoralista basato sull’oppressione delle libertà e sull’invidia sociale.

Alessandro Meluzzi

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=62463

Intervista a Dugin

Certamente. Sono stato in Cina, dove ho strette relazioni con i circoli intellettuali e registro la loro convinzione di un nuovo ordine multipolare. L’Occidente deve rendersi conto di non essere l’unico maestro, l’egemonia unipolare della globalizzazione è una forma di colonialismo ideologico, economico, artistico, che s’avvia alla fine. Il capitalismo cinese è un modello cui partecipano popolo, cultura e Stato: tre livelli strutturali. Non è il capitalismo occidentale sfrenato che atomizza aziende e società. Si tratta di un modello più confuciano che maoista”.

L’espansione cinese non deve preoccupare?
“La Cina non concepisce il suo come modello universale, ma è chiaro che lo difenda. L’alleanza russo-cinese cerca altre vie nella storia dopo la fine dell’egemonia unipolare”.

Come potrebbe concorrere un governo come quello italiano, segnato da tensioni e differenze interne, a queste complesse innovazioni geopolitiche?
“Tutti i governi italiani degli ultimi anni sono stati problematici. Non è una novità. Ma questo di Lega e M5S è il primo passo verso un populismo integrale, il segno di un grande cambiamento che lo mette all’avanguardia d’Europa. Le differenze interne sono un segno persino positivo. Per me questo governo è un simbolo che si può andare oltre destra e sinistra e che la volontà del popolo vince sui globalisti. Più dura, a dispetto di quanti ne decretano la fine imminente da quando è nato, più sono contento”.

Ma le elezioni europee hanno decisamente premiato la Lega a spese del Movimento 5 Stelle

“Il risultato indica che la maggioranza dei populisti ritiene la difesa dell’identità, rimarcata da Salvini, l’elemento più importante. Ora Di Maio ha compreso e correggerà la sua politica. Credo che il risultato assimilerà ulteriormente i Cinque Stelle al populismo integrale”.

Putin ha formulato un giudizio entusiasta sui risultati elettorali. La convinzione che non ne abbia avuto alcuna parte ha suscitato dubbi.

“Complottismi. Solo complottismi. E’ una lotta tutta interna all’Europa occidentale tra élites ultraliberaliste e sovranisti. La Russia non ha ordito trame qui ne’ negli Usa a favore di Trump. Ma assiste compiaciuta al risveglio dei popoli…”.

Anti globalisti in azione

A luglio Putin tornerà dal Papa, che non è certo in sintonia con Salvini su un tema prioritario come quello dei migranti.

“La posizione della Chiesa cattolica è interessante per Mosca. Papa Francesco è antiglobalista e anticapitalista. La strategia, calata in Italia, assume però le forme di un appoggio incondizionato all’Islam e all’immigrazione, tralasciando gli aspetti negativi che ne derivano. Putin è alleato di Salvini e appoggia la difesa dell’identità italiana, ma al contempo condivide la posizione del Papa contro il capitalismo finanziario. Si tratta in ogni caso di un motivo in più per guardare a Roma: oggi l’Europa non è a Parigi né a Berlino. Oggi si chiama Roma. La modernità globalista comincia a morire qui”.

E al suo posto?

“Il recupero di una coscienza critica e di valori tradizionali. Oggi i veri postmoderni sono gli autori tradizionalisti, che hanno diagnosticato i fallimenti della modernità dogmatica e totalitarista”.

Sorprende che un intellettuale come Noam Chomsky abbia espresso segnali d’interesse per il suo pensiero.

“Ho molti rapporti con la sinistra antiliberale ed è totalmente falso che io sia un rappresentante dell’estrema destra. Chiunque critichi il globalismo è mio alleato naturale. Da Chomsky a Cacciari. Non so se sia vero il contrario, ma io sono amico loro. Gli ultraliberalisti più sentono vicino il tramonto più diffamano: me, Bannon, Trump. Anche grazie al controllo dei mass media. Il sorriso con cui denigrano chi non pensa come loro è razzismo gnoseologico, che a differenza del razzismo biologico non è stato sconfitto. Considerano sottosviluppato uno che crede in qualche dio o legge libri di un altro scaffale. Il primo sono io“.

Francesco Palmieri e pubblicata sul sito dell’Agenzia Giornalistica Italia.

https://www.controinformazione.info/da-roma-e-cominciata-la-morte-del-globalismo-la-profezia-di-dugin/

Antifascismo

Risulta interessante notare che esiste un’altra connessione più forte di questa ondata di antifascismo: è precisamente quella che intercorre con il capitale finanziario. Ad esempio, la Fondazione Tides, che è attiva negli Stati Uniti e riceve iniezioni finanziarie da George Soros, finanzia regolarmente gruppi antifascisti, compresi quelli che organizzarono disordini di massa ,come avvenne negli scontri di Berkeley circa due anni addietro, quando gli antifascisti hanno percosso persone, con auto bruciate e vetri imbrattati nei negozi e sulle case.
I mezzi finanziari di queste iniziative antifasciste e antirazziste in Europa vengono assicurati come priorità della “Open Society Foundation” (G.Soros), nonché da parte di altre strutture di influenza americane. Ad esempio, lo stesso fondo Ford contribuisce attivamente a molte iniziative anti-razziste in tutta Europa. La rete delle organizzazioni europee “SOS Racisme”, il cui esordio era avvenuto in Francia, fu originariamente creata dai principali esponenti di sinistra su richiesta dell’allora presidente Mitterand e del partito socialista. L’organizzazione è ancora ampiamente finanziata dallo stato francese.

Proteste contro i “fascisti”

Tutte le reti antifasciste in Europa sono collegate agli stati o ai fondi finanziari collegati a entità bancarie o multinazionali. Esemplare il caso delle numerose ONG finanziate dalla Open Society per facilitare l’abolizione delle frontiere e agevolare le migrazioni in Europa. Si potrebbe scoprire il paradosso, quello dei grupppi di estrema sinistra e degli anarchici che ricevono fondi dallo stato e da grandi capitalisti, ovvero da quelli che una volta, erano considerati i principali “nemici di classe”.
Secondo gli ideologi del globalismo e della società , “fascisti” sono tutti coloro che si oppongono a questa concezione e di rifanno ad una difesa delle identità culturali, storiche, religiose e tradizionali dei propri paesi e delle proprie comunità.
Per la sinistra globalista “fascista” è da considerare colui che crede che l’uomo sia un uomo e una donna una donna e che la famiglia naturale sia ancora la base della società, fondata sul matrimonio che è l’unione di un uomo e una donna, che amano il loro popolo e la loro storia. Fascisti sono considerati anche coloro che si oppongono al modernismo ed alla visione materialistica ed iperconsumista che è prepondernate nella società aperta, identificata con la società multiculturale, che abolisce le frontiere, il vecchio concetto di Stato e d sovranità.
La sinistra indica tutto questo come una forma retrograda, reazionaria e conservatrice che non tiene conto dell’evoluzione della società e della nuova morale aperta, relativista ed individualista.
A livello internazionale viene indicato come fascista Vladimir Putin perchè questi difende i valori della tradizione della Russia, vengono indicati come “fascisti” i regimi come quello siriano di Bashar al-Assad perchè si è opposto al liberalismo americanoide ed all’aggressione sionista.

https://www.controinformazione.info/il-nuovo-antifascismo-strumento-del-globalismo-e-mascheratura-della-elite-finanziaria/

Guerra climatica

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Usciamo una volta per tutte dall’aureola della cospirazione perché oggi sappiamo che la «guerra climatica» è una triste realtà. Lo sappiamo anche grazie alla denuncia di Fabio Mini, generale della Nato.
Secondo Mini: «La guerra ambientale non è più solo una ipotesi: è già in atto. Ma guai a dirlo, si passa per pazzi».
«La bomba climatica è la nuova arma di distruzione di massa a cui si sta lavorando in gran segreto per acquisire vantaggi inimmaginabili su scala planetaria. Alluvioni, terremoti, tsunami, siccità, cataclismi. Uno scenario che purtroppo non è più fantascienza».
«I militari hanno già la capacità di condizionare l’ambiente: tornado, uragani, terremoti e tsunami alterati o addirittura provocati dall’uomo sono una possibilità concreta»[3]

Se è vero quello che dice il generale, oggi i militari possiedono e usano una tecnologia in grado di modificare a proprio piacimento il clima di una regione.
Per cui se il governo di un paese qualsiasi non si sta comportando secondo il ruolino di marcia imposto dal regime, il Sistema può interferire direttamente e/o indirettamente sul clima (Haarp, scie chimiche, ecc. ma anche sul lato economico-finanziario e sanitario con epidemie) facendo piegare le ginocchia ai governanti di turno.
Viene da sé che in uno stato di calamità o di crisi diventa molto complesso portare avanti le proprie politiche per chi è al comando, anche perché essendo ancora dentro il meccanismo europeo (vera e propria prigione che ha di fatto cancellato le sovranità), non si possono mettere in atto politiche economiche e monetarie (stampare moneta per esempio), per cui si finirà incastrati ancor di più nella morsa degli aguzzini. A meno che…

Con questo non si vuole affermare che la situazione post-apocalittica che stiamo vivendo in queste ore in Italia sia una macchinazione diabolica di qualche mente perversa, ma la sincronicità quasi perfetta con gli altri accadimenti economico-finanziari fa sorgere almeno qualche dubbio…

Nonostante tutto questo bailamme economico-finanziario-climatico, il Regime che sta facendo di tutto per non perdere il potere acquisito è prossimo al collasso. E lo sanno alla perfezione.
Quello che è in atto – ignorato e oscurato volutamente dai media mainstream – è un profondissimo e inesorabile risveglio di coscienze. Certamente un processo lento, ma inesorabile e inarrestabile.
E va anche detto che dietro a questo movimento, altri governi stanno lavorando nell’ombra, non per contrastarlo ma per agevolarlo…

Note

[1] Diego Fusaro citazione

[2] «Hanno progettato il golpe. Per aggiotaggio», Maurizio Blondet, http://www.maurizioblondet.it/hanno-progettato-il-golpe-dijsselbloem-lo-ha-ammesso/

[3] «Clima impazzito? No è guerra climatica» Fabio Mini generale Nato,

“Clima impazzito? No è guerra climatica” Parla il Generale Nato: “Ecco costa accadendo davvero e cosa accadrà entro il 2025”

Movimenti spontanei?

Da quanto risulta alla Questura di Imperia, la notte del 5 agosto 2016 un centinaio di migranti e una ventina di attivisti No Border, la gran parte appartenenti all’area anarchica lombarda, si è radunata nella pineta dei Balzi Rossi, nei pressi del valico di Ponte San Ludovico, per poi passare verosimilmente lungo la linea ferroviaria, che durante la notte non è impegnata dal transito dei treni.

Ci sembra importante chiarire quali siano gli ambienti e le istituzioni economiche che stanno sostenendo e finanziando le migrazioni di massa verso l’Europa con l’obiettivo scoperto di arrivare alla creazione di una società multiculturale europea e all’abolizione degli Stati Nazionali. L’articolo che segue, scritto da Maurizio Blondet, contribuisce a chiarire quali siano questi ambienti che operano in modo occulto o scoperto  per realizzare quell’obiettivo.

La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati
di Maurizio Blondet

In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al “Pas de Calais”, da cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama “No Border“, di militanti anarchici e dei centri sociali.

C’era un gruppo di No Border anche a Ventimiglia, ad organizzare la protesta e le manifestazioni, sotto forma anche di rivolte e sommosse occasionali. Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”. Questa rete radicale di anarchici sostiene l’abolizione pura e semplice della frontiere, in una già significativa convergenza di veduta coi poteri forti mondialisti e con Georges Soros. E’ una organizzazione-non-organizzazione – dunque “spontanea” essa stessa, informale, con il vantaggio per chi la dirige di restare anonimo – di cui il grosso della truppa è formato da giovani anarchici, talvolta minorenni, in rottura con la famiglie, spesso essi stessi “nomadi”; ma inquadrati da vecchi esponenti della sinistra extraparlamentare francese.

Il fatto interessante è che questa “spontanea rete” non è nata ieri, con l’ondata dei migranti. E’ stata creata almeno 15 anni orsono – molto prima della “emergenza-profughi”, crescendo sotto forma di “No Border Camps”, attendamenti e campi in giro per l’Europa: al confine polacco con l’Ucraina, in Germania a ridosso del confine polacco, in Sicilia, in Francia. Nel 2002 hanno fatto un campo estivo a Strasburgo, nel 2010 a Brixelles, nel 2012 a Stoccolma. Un “camp” era stato allestito anche a Genova nelle roventi giornate del G-8 dove apparvero i black Block a fare i danni che sappiamo. In questi accampamenti, che durano in genere una settimana, i giovani “antifascisti e antirazzisti” vengono indottrinati in “gruppi di discussione” e imparano a creare “nuove forme di resistenza contro il regime brutale e spesso assassino dei confini della Fortezza Europa”.

Ora, l’organizzazione di tanti “campi” esige organizzazione e spese; e ricorda molto da vicino al tattica e l’addestramento di quei gruppi che hanno organizzato varie “rivoluzioni colorate” nell’Est, organizzando il malcontento di piazza contro i governi nella missione, ben compensata dal Dipartimento di Stato, di “diffondere la democrazia”. Il più noto e vecchio di questi gruppi è la OTPOR (Resistenza in serbo), che contribuì a rovesciare Milosevic a Belgrado; oggi è una ONG, e una compagnia di giro di professionisti dell’agitazione, che vanno a insegnare “tecniche di piazza non violente” laddove sono chiamati.

In Georgia hanno rovesciato il vecchio Shevarnadze permettere al suo posto il noto Shaakasvili; elementi della compagnia Otpor sono stati in Bielorussia, Ucraina; nel 2000, all’Hotel Hilton di Budapest, hanno ascoltato i seminari del colonnello americano Robert Helvy sui metodi di “combattimento non violento”.

Anarchici per Soros

La rete NoBorder ha ispiratori simili? Una breve indagine mostra che il grosso del lavoro logistico e promozionale è svolto da un’altra organizzazione, “United Against Racism-Fascism-Nationalism”, che appare molto più strutturata. Ed uno strano modus agendi.

A Calais, dove diverrà rovente la questione immigrati in Francia, ad esempio, nel 2009 si tiene un No Border Camp e la United crea una entità locale ad hoc, la Calais Migrant Solidarity (CMS), che s’installa in modo durevole, e recluta e inquadra i militanti anarco-libertari sul posto.

Vedi:  unitedagainstracism.org/addressbook/calais-migrant-solidarity

Questa CMS è sponsorizzata, oltre che dalla United, da una Unity Bank, una banca con sede nel New Jersey e quotata al Nasdaq. Quanto alla United, sponsorizza sia “antifascisti russi” che “antifascisti ” di tutti i paesi, è collegata e controlla 5 mila organizzazioni di base europee, organizza “settimane antifasciste” e “contro l’antisemitismo”; promuove (paga?) Reflexes, ossia “Réseau d’étude, de formation et de lutte contre l’extrême-droite et la xénophobie”, qualcosa che si definisce “un movimento antifascista radicale” composto da “militanti di estrema sinistra”: orbene, tempo fa Indymedia ha lanciato una polemica contro Reflexes, accusandolo di avere “legami con servizi di polizia” attraverso, proprio, l’organizzazione United Against Fascism.

Attivisti per l’Eurocrazia

Come, come? L’organizzazione libertaria ed alternativa che lotta per l’abbattimento delle frontiere, sarebbe collusa con organizzazioni poliziesche? Ebbene sì. Fra gli sponsor della United si trovano il ministero dell’interno britannico (HomeOffice UK) e quello Olandese.

Ma non basta. Questo benemerito gruppo anarco-antifascista, che abbatte le frontiere ed aiuta i migranti a violare i confini, è finanziato anche dalla Commissione Europea (Programma Erasmus), dal Consiglio d’Europa, dal Consiglio Mondiale delle Chiese, dai gruppi parlamentari europei verdi e socialisti, di decine di istituzioni governative europee ufficialissime. Ma tra gli sponsor “privati” (diciamo così) della United che scaglia i militanti anarchici contro le frontiere europee e i governi che le difendono, potevano mancare la Fondazione Rotschild e il Jewish Humanitarian Fund? Ancor meno poteva mancare la Open Society Foundation del miliardario ebreo-ungherese Georges Soros, quello che è stato accusato dal premier magiaro Victor Orban di essere tra gli organizzatori dell’ondata migratoria, come gli altri miliardari che “sostengono tutto ciò che mina lo Stato nazionale”. Ciò che Soros non nega affatto. Nel sito della sua Open Society (che gestisce 25 miliardi di dollari per gli scopi di Soros), si propugna che ogni richiedente asilo, nessuno escluso, diventi un rifugiato col diritto di spostarsi come vuole entro lo spazio di Schengen. Esattamente quel che vogliono i militanti e attivisti di No Border.

E passi per Soros. Ma che sia il Consiglio d’Europa, anzi la Commissione Europea, a finanziare i No Border, ossia le piccole turbe di anarchici anti-sistema che “lottano” a volte con azioni clandestine e violente per un programma di radicale abbattimento delle frontiere, è – se si vuole ancora più illuminante. Tecnocrazia e sinistroidi uniti nelle “lotte”, militanti di base antirazzisti che lavorano per i miliardari mondialisti e gli eurocrati di Bruxelles. Non si può fare a meno di rievocare la sentenza di Spengler: la Sinistra fa’ sempre il gioco del grande capitale, a volte perfino senza saperlo.
Qui sotto, copio-incollo la lista degli sponsor e finanziatori della United:

« Since 1992 financial support was received from various sponsors such as : European Commission(General Budget/Socrates/Grundtvig/Youth in Action/Erasmus+/DG Employment Social Affairs/TACIS IBPP), Council of Europe (European Youth Foundation/European Youth Centres),OSCE-ODIHR, Heinrich-Böll-Stiftung, World Council of Churches, Olof Palmes MinnesFond, Cultural Council Sweden, Ministry of Education Slovenia, Green Group-, Socialist Group-, and GUE/NGL Group in the European Parliament, European Cultural Foundation, Stiftung West-Östliche Begegnung, Aktionsbündnis Gegen Gewalt, Rechtextremismus und Fremdenfeindlichkeit Brandenburg, Home Office UK, Ministry of Interior-BZK NL, Federal Department of Foreign Affairs CH, the Matra Programme of the Netherlands Ministry of Foreign Affairs, Instituto Português da Juventude, National Integration Office Sweden, Service Nationale de la Jeunesse Luxembourg, LNU – Norwegian Youth Council, Europees Platform Grundtvig, Friedrich Ebert Stiftung, Federal Social Insurance Office (Dep. for Youth Affairs) CH, Swiss Coordination Office of Youth for Europe, Federal Service for Combating Racism (Fund for Projects Against Racism) CH, Migros Kulturprozent CH, Comunidad de Madrid, Ministry of Youth and Sport of Azerbaijan, The Swedish National Board of Youth Affairs, Rothschild Foundation, Local Municipality of Budapest, Youth Board of Cyprus, Jewish Humanitarian Fund, Foundation Remembrance Responsibility and Future, Minority Rights Group Europe, OSCE – Mission to Skopje, Finnish Ministry of Education and Culture, Provincie Noord-Brabant, Open Society Foundations, Children and Youth Development Fund Georgia, Final Frontiers Internet, Dijkman Print and others.
This website has been funded with support of the Council of Europe (European Youth Foundation), the Erasmus+ Programme of the European Union and the Open Society Foundations. »

L’ultima frase è impagabile: “Questo sito web è stato finanziato col sostegno del Consiglio d’Europa (Fondazione Gioventù Europea), il Programma Erasmus  della Unione Europea e dalla Open Society Foundation”.

Ecco chi paga i “ribelli antirazzisti” che lottano per gli immigrati.

Fonte: Blondet & Friends