Primavere colorate a richiesta

“Sapete cosa significa, il pugno chiuso?”, dice Elija. Per chi sa, è una firma: la ricomparsa di “Otpor”,  il gruppo “spontaneo” che organizzò  con perfezione geometrica le manifestazioni di  strada a Belgrado e in Serbia per far cadere Milosevic –  e  poi, visto il successo, è diventato una specie di compagnia di giro  che potete noleggiare se avete bisogno di  suscitare una “primavera  colorata”.
Allora  – era il 2000 – i giovani di Belgrado erano istruiti da corsi intensivi sui metodi di “lotta non-violenta” da un colonnello americano in pensione, Robert Helvy, che abitava all’Hilton di Belgrado.  E  che anni dopo, in una intervista, raccontò come  fosse stato mandato lì, stipendiato, dallo International Republican Institute  di Washington, una emanazione del partito repubblicano USA e ovviamente, della  CIA.   In seguito, gli esperti di  Otpor  sono andati a prestare i loro servizi in posti come Georgia e Ucraina e Bielorussia.

Tutto spiegato in questo articolo: “Bisogno di rivoluzione? Chiamate OTPOR”.

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Bisogno-di-rivoluzione-Chiamate-Otpor-27076

(Questo  è un pezzo scritto in fretta – Seguirà altro)

L’articolo IRAK E LIBANO: LO ZAMPINO VISIBILE DIETRO LE RIVOLTE proviene da Blondet & Friends.

La guerra continua

La distruzione di una società non si ferma dopo che le bombe statunitensi smettono di cadere. La contaminazione ambientale lasciata dagli Stati Uniti continua a distruggere il nostro ambiente e avvelenare la nostra gente decenni dopo che le bombe hanno smesso di cadere. Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di distruzione irreversibile degli habitat umani. Deve finire.

Nella tua rivoluzionaria nuova ricerca, scopri che i denti dei bambini iracheni hanno un torio 28 volte maggiore se vivono vicino a una base militare americana. Qual è il significato di tale conclusione e cosa indica la presenza del torio sulla salute di un bambino? Quali tipi di anomalie e problemi di salute sperimenteranno?

La popolazione irachena è potenzialmente contaminata da prodotti di decadimento dell’uranio impoverito. I denti da latte sono altamente sensibili alle esposizioni ambientali. Tali livelli elevati di torio suggeriscono semplicemente un’alta esposizione in tenera età e potenzialmente in utero.

Abbiamo trovato uranio e torio nei denti e nei capelli di questi bambini. L’uranio e il torio erano anche nel midollo osseo dei bambini, tutti con gravi difetti alla nascita. L’entità della contaminazione pubblica causata da questi composti radioattivi che emettono alfa è una domanda seria a cui rispondere. I nostri dati sul midollo osseo sono ancora inediti, ma speriamo di pubblicarli separatamente.

Il torio è un emettitore alfa e, una volta nel corpo, può causare il cancro e altre anomalie. Gli impatti possono variare in base ai tempi e alla quantità di esposizione. La leucemia infantile, che è aumentata nel sud dell’Iraq, è un risultato verificato dell’esposizione al torio.

Nel nostro studio, i bambini con alti livelli di torio presentavano più difetti alla nascita. I nostri studi dimostrano che, in tutto l’Iraq, i bambini esposti alla contaminazione da guerra negli Stati Uniti soffrono principalmente di difetti cardiaci congeniti e difetti del tubo neurale.

Quarantaquattro anni dopo che le forze statunitensi hanno lasciato il Vietnam, ci sono ancora bambini vietnamiti nati con difetti alla nascita dall’uso dell’esercito americano dell’Agente Orange. Per quanto tempo credi che gli iracheni continueranno a soffrire della guerra guidata dagli americani?

Se non modificata, la popolazione sarà permanentemente esposta a elevate esposizioni tossiche che possono avere un impatto sul patrimonio genetico iracheno.

Attraverso l’uso del metodo scientifico, stai acquisendo la capacità di identificare un grave problema in Iraq. Considerando che il problema è il risultato dell’invasione americana, cosa potrebbero fare gli Stati Uniti per risolvere o almeno mitigare il problema?

Gli Stati Uniti devono essere ritenuti responsabili e costretti a ripulire tutti i siti che hanno inquinato. Esiste una tecnologia per la pulizia della contaminazione da radiazioni. La rimozione e l’eliminazione di discariche militari create dagli Stati Uniti farebbero molto per eliminare le emissioni tossiche dall’ambiente iracheno.

Sei uno scienziato, non un analista politico, ma devi avere alcuni pensieri riguardo alle implicazioni politiche del tuo lavoro. Come reagisci alla mancanza di una conversazione sostanziale sulle conseguenze della guerra nella politica e sulla stampa americana e sull’evasione dell’establishment americano di responsabilità su questo tema?

Non mi aspetto nulla dall’establishment politico americano o dalle loro macchine di propaganda che si mascherano da “mezzi di informazione” e alimentano acriticamente le comunicazioni stampa del Dipartimento di Stato.

Fortunatamente, esiste un movimento per criminalizzare la contaminazione ambientale causata dalla guerra. I danni alla natura e all’ambiente umano devono essere considerati un crimine di guerra.

Gli scienziati stanno attualmente chiedendo ai legislatori internazionali di adottare una quinta Convenzione di Ginevra che riconoscerebbe il danno alla natura come un crimine di guerra, insieme ad altri crimini di guerra. Spero che ciò possa fare la differenza nella nostra capacità di proteggere la vita umana e il nostro ambiente.

Traduzione: Lisandro Alvarado

https://www.controinformazione.info/la-distruzione-di-una-societa-prima-gli-stati-uniti-hanno-invaso-liraq-poi-lhanno-lasciato-avvelenato/

Si replica

Caduto il pretesto della lotta all’ISIS, ormai sconfitto dalle forze siriane e dall’intervento russo, rimane per Washington la necessità di non lasciare il campo libero alla Russia ed all’Iran in Siria che, in appoggio all’esercito siriano, stanno annientando le ultime sacche dei terroristi islamici nel Goutha est, che si sono arroccati prendendo in ostaggio la popolazione civile e sono apertamente appoggiati ed armati da USA, Gran Bretagna ed Arabia Saudita. Il maggiore responsabile della carneficina e delle distruzioni in Siria, gli Stati Uniti, oggi hanno la faccia di bronzo di invocare, a pretesto di un loro prossimo intervento, la necessità di “fermare le uccisioni in Siria ed i bombardamenti sui civili” come dichiarato dalla ineffabile rappresentante USA all’ONU, Nikki Haley. La Nikki Haley ha avvertito che gli Stati Uniti prenderanno provvedimenti in Siria da soli se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non riuscirà a farlo. La diplomatica USA ha citato l’attacco dell’anno scorso a una base aerea siriana come esempio di una possibile azione degli Stati Uniti. “Non è la strada che preferiamo, ma è una strada che abbiamo dimostrato che prenderemo e che siamo pronti a riprendere”, ha detto Haley al Consiglio di sicurezza dell’ONU lunedì. “Quando la comunità internazionale non riesce costantemente a intervenire, ci sono momenti in cui gli stati sono costretti a prendere le loro azioni”.

Naturalmente gli USA di arrogano il diritto di intervenitre dove e quando vogliono incaricando i loro mercenari di prefabbricare la “provocazione” di un attacco con gas, una” false flag” per gettare la responsabilità dell’utilizzo di armi chimiche sul regime di Damasco che Washington da anni cerca di rovesciare senza riuscirci. Neanche per caso, proprio nella giornata di ieri le forze siriane hanno trovato nella zona di Afrin, una località dove le forze siriane hanno ripreso il controllo, una officina per la preparazione di armi chimiche. Questo ritrovamento è avvenuto mentre l’Esercito siriano rastrellava la città di Afrin dopo la ritirata dei miliziani. Vedi: Syrian Army find chemical weapons… Guarda la coincidenza: gli USA cercano un pretesto per un intervento militare e si scopre una officina di preparazione di armi chimiche in possesso dei terroristi. Tuttavia la maschera degli “interventi umanitari” fatti dagli USA, nei paesi da assoggettare al loro dominio, è talmente consolidata come argomento di propaganda di guerra che Washington non potrebbe togliersela dalla faccia neanche volendo. Quando si tratta di aggredire un paese e riportarlo sotto il proprio controllo militare ed economico, i pretesti degli interventi sono sempre gli stessi: “intervento umanitario” o rimuovere le armi di “distruzione di massa”.

https://www.controinformazione.info/gli-stati-uniti-minacciano-lintervento-diretto-in-siria-con-il-pretesto-di-salvare-i-civili-del-goutha/

Gli stati si riprendono

Le forze governative dell’Iraq hanno preso il controllo della città di Kirkuk sottraendolo ai curdi, in risposta al referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno che si era tenuto lo scorso 25 settembre. Secondo quanto riferiscono alcuni residenti, un convoglio di veicoli blindati delle forze d’elite irachene anti terrorismo addestrate dagli Usa è intervenuto per prendere il controllo del quartier generale del governo provinciale nel centro di Kirkuk oggi pomeriggio, a meno di un giorno dalla decisione del governo di procedere a riprendere possesso della zona (la più ricca zona di giacimenti petroliferi del paese). Una decina di blindati è arrivata all’edificio: è stata tirata giù la bandiera curda, mentre è stata lasciata sventolare soltanto quella irachena. Il premier dell’Iraq, Haidar al-Abadi, aveva ordinato di issare la bandiera irachena a Kirkuk e nelle altre zone contese rivendicate sia dal governo centrale che dai curdi nel loro referendum. Baghdad ha definito l’avanzata priva di opposizione e ha invitato le forze di sicurezza curde, note come peshmerga, a collaborare nel mantenimento della pace. I peshmerga, dal canto loro, hanno detto che l’Iraq dovrà pagare “un prezzo alto” per avere “fatto guerra al popolo curdo”. La zona di Kirkuk non è compresa nelle zone abitate tradizionalmente dai curdi e risulta che le milizie curde hanno obbligato con la forza a sloggiare buona parte dei residenti arabi.

https://www.controinformazione.info/iraq-le-forze-di-baghdad-prendono-il-controllo-di-kirkuk-via-bandiera-curda/

Isis e Irak

La battaglia per conquistare quel che rimane di Mosul ovest, ultimo bastione dell’Isis nel nord dell’Iraq, è alle battute finali. L’offensiva delle Forze Armate Irachene lealiste sostenute dalle milizie Hashed Chaabi conquistano aree strategiche, e lo Stato Islamico si nasconde nel centro storico del Mosul, usando la popolazione come scudo umano, mentre il confine con la Siria è completamente controllato dalle Milizie Irachene e la Polizia Federale. L’Esercito Iracheno ha annunciato l’avvio di una nuova offensiva contro gli jihadisti dell’Isis che resistono in alcuni distretti di Mosul ovest, in particolare nella zona della Città Vecchia.

Combattenti di Hezbollah in Iraq

Il Libano non dà tregua ai terroristi lungo tutto il confine libanese, che rimane tranquillo e protetto dopo la liberazione della regione del Qalamoun e Qusseir. Mentre scriviamo giungono le notizie che il Fronte al-Nuṣra (Jabhat al-Nuṣra), che si trova ancora nel Qalamoun Ovest da giorni sotto i colpi degli Hezbollah, chiede aiuto alle Autorità libanesi per salvare i propri feriti e portarli negli ospedali libanesi. I protagonisti della scena sono la Federazione Russa, la Repubblica Islamica dell’Iran, l’Iraq, la Siria, cioè i Paesi costretti all’embargo dall’Europa, escludendo il Libano… Ma l’Europa, con chi sta? Fonte: Assadakah Najia al Houssari – il Cairo Jafar Mhanna – Damasco Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

http://www.controinformazione.info/guerra-e-diplomazia-lo-stato-islamico-schiacciato-tra-il-confine-siriano-e-iracheno/

Il diavolo fa le pentole…

Ma, mentre i media occidentali scoprono la persecuzioni dei cristiani del nord dell’Iraq e plaudono all’intervento dell’aviazione statunitense nella regione, i documenti riservati resi pubblici in questi anni da Wikileaks ci raccontano la vera storia delle relazioni tra Casa Bianca e fondamentalismo islamico sunnita.

Leggi tutto: http://contropiano.org/internazionale/item/25715-quando-washington-sosteneva-lo-stato-islamico