Il superometto di massa

A volte, quando vi vedo insieme nelle ricostruzioni dei media, ho l’impressione che siete un po’ come il remake nostrano degli Addams. Oltre Morticia Raggi, c’è lui, Gomez Addams, col fazzoletto nel taschino e il ciuffo vanesio. Alle sue spalle c’è l’inquietante maggiordomo, Lurch Casalino. C’è il piccolo degli Addams, Di Maio, c’è Ofelia Bonafede e Mercoledì Azzolina. Tu sei lo zio Drago, meglio noto come Zio Festen. E Casaleggio è Mano, la mano inquietante a cui non corrisponde un volto che muove la piattaforma Addams. Avete portato sicuramente un’altra aria nelle istituzioni, nella politica, nello stile, eravamo abituati a pessimi standard ma siete riusciti a stracciarli tutti, a fare peggio di tutti i peggiori predecessori, con un danno di sostanza e d’immagine che non ha precedenti. Dopo di voi al governo ci possono andare solo i Pokemon, una volta usciti dalla logica anche qui infima degli umani.
Per tentare un’analisi culturale, ma senza discostarsi dal genere grottesco, si potrebbe dire che la vostra ideologia, la vostra fenomenologia, anzi il vostro fenotipo, si riassume in una figura: il Superometto di massa. Vi spiego i precedenti per capirci. Il Superuomo, come non sapete, fu il sogno di Friedrich Nietzsche; l’uomo superiore avrebbe dato senso della terra, dopo la morte di Dio e si sarebbe contrapposto all’ultimo uomo. Qualcuno legge il Superuomo come l’Oltreuomo e non come Superman: cioè un essere che sa andare oltre l’umano senza per questo essere malato di titanismo e avere poteri speciali.
Il vostro avvento al potere segna invece il trionfo di una nuova specie transumana, l’ultimo uomo con pretese da superuomo, l’uomo della strada e dell’autostrada, il leone da tastiera, l’Ignorante Universale, l’Incapace per definizione, inesperto di tutto, che andando al potere, viene preso dal delirio d’onnipotenza.

Marcello Veneziani

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/grillo-hai-ragione-non-vi-meritiamo

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di Ettore Savini

Che bravi questi 5Stelle, che si sono battuti per il taglio dei parlamentari e, dunque, per far risparmiare un miliardo di euro all’anno al popolo italiano. Sì, proprio bravi, tanto che il loro leader, Luigi Di Maio, è stato ospite di tutti talk-show politici ed è stato intervistato, si fa per dire, da telegiornali e giornali radio di regime, che gli hanno offerto ampio spazio per autoincensarsi. Peccato che nessuno sia andato a vedere quello che, in realtà, altro non è che un bluff, ben riuscito grazie alla complicità dei media, ma sempre un bluff.
Innanzitutto, ci permettiamo di sollevare un dubbio. Ammettiamo pure, infatti, che la cifra che si andrà a risparmiare per gli stipendi dei parlamentari sia pure di un miliardo di euro all’anno, come hanno sostenuto i 5Stelle nella loro triste manifestazione, rilanciata, con foto e video, da tutti i giornalisti-servi, subito dopo l’approvazione del provvedimento che riduce i seggi in Parlamento. Siamo certi, però, che la minor spesa corrisponderà a un reale arricchimento per il nostro Paese? Tagliare le teste di deputati e senatori potrebbe comportare anche una diminuzione dei “pensanti” e questo rappresenterebbe un impoverimento, visto che in Parlamento si fanno le leggi, che regolamentano, poi, la società.
Ovviamente, a questa domanda non c’è risposta, ma il bluff emerge in tutta la sua chiarezza quando confrontiamo il presunto risparmio (un miliardo di euro all’anno, appunto) con i costi che si potrebbero ridurre e che non si riducono. I signori 5Stelle, infatti, sono al governo da un anno e mezzo, ormai, e allora ci chiediamo perché non hanno fatto nulla per tagliare davvero le cosiddette “auto blu”. A parole dicono di non voler utilizzare le vetture di Stato, ma in concreto ne fanno uso come tutti i loro predecessori. A cominciare dal presidente della Camera, Roberto Fico, che aveva cominciato con un viaggio in autobus e oggi non fa un passo senza l’auto di servizio.
Ecco, se davvero si vuole fare l’interesse del cittadino, bisognerebbe partire da qui: dal taglio dei privilegi, più che delle poltrone. Non solo: se volessero fare seriamente l’interesse degli italiani, anziché gettare inutile fumo negli occhi, i 5Stelle potrebbero cominciare dalle Regioni e, in particolare, dal Lazio. Pensate, ai dirigenti di via Cristoforo Colombo, sede della Giunta regionale: il più basso in grado guadagna circa 100mila euro all’anno, mentre i più importanti, i direttori regionali, arrivano almeno a 180mila euro annui. I direttori regionali sono 24 e costano alla comunità oltre 43 milioni di euro all’anno. I dirigenti “minori” non sono quantificabili, perché sul sito della Regione non sono indicati tutti, ma superano ampiamente le cento unità e, dunque, i 100 milioni di euro all’anno. A questi vanno aggiunti i dirigenti della Pisana, sede del Consiglio Regionale, molti meno, ma comunque con stipendi rilevanti. A cosa servono centinaia di dirigenti regionali, con competenze che potrebbero essere tranquillamente accorpate? Perché i 5Stelle del Lazio non hanno mai fatto la guerra a Zingaretti su questi temi?

Domande senza risposte e oggi i grillini del Lazio si stanno accordando col Pd, sulla scia delle intese nazionali, per spartirsi le poltrone delle Asl, delle Ater e delle società partecipate: altre centinaia di stipendi, tra Consigli di Amministrazione e dirigenti.
In buona sostanza, da una parte i grillini espongono gli striscioni della riduzione di spesa e, dall’altra, si accomodano ai tavoli delle nomine (di Stato e regionali), che costano alla comunità decine di miliardi di euro all’anno, che potrebbero essere risparmiati, con tagli di poltrone e costi inutili. Da una parte si risparmia un miliardo, con la riduzione dei parlamentari, dall’altra ci si accaparrano posizioni di potere, che valgono decine di miliardi di euro, a carico di ognuno di noi. Insomma, fumo negli occhi a 5Stelle, con la complicità di Zingaretti e di radio, tv e giornali asserviti ai padroni di turno.

http://www.ilpensieroforte.it/italia/2702-fumo-negli-occhi-a-5-stelle

Fonte: Il Pensiero Forte.it

Guerra mediatica

“E  gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro,  originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò)   da rappezzare, scarpe vecchie da  risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare.  Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi  frega.

Il ritorno alla coppetta. Decrescita felice.

E’  la  già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onesti, manette e carcere  prima che la  “corruzione” sia  anche  solo minimamente provata:  la condanna  viene pronunciata da Travaglio  sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.

Questo che il governo viene attuando è  il programma dei 5 Stelle. Ma  non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il  suo appoggio del 17% al movimento del 33%.

L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli  che ormai è la UE….

“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto?”

 

Il piano

Ecco il piano delle élites per far cadere il governo M5S-Lega (di Giuseppe PALMA)

Oggi può sembrare fantapolitica, ma più avanti ci proveranno. Tenteranno di rimettere in moto il colpo di stato iniziato nel novembre 2011 e terminato lo scorso 1° giugno. Il governo del cambiamento M5S-Lega ha costruito una barriera contro il progetto mondialista di creare un popolo europeo senza identità, un meticciato senza diritti sociali ma libero di spostarsi per garantirsi la mera sopravvivenza. Senza famiglia, senza radici, senza identità. Il governo Salvini-Di Maio rappresenta certamente un ostacolo a questo progetto delle élites globaliste, ma, allo stesso tempo, in Parlamento non è possibile alcun ribaltone che metta insieme tutte le altre forze politiche oggi presenti (Pd, Forza Italia, LeU, piùEuropa etc), le quali non hanno i numeri per contrapporre un’alternativa all’esecutivo giallo-verde. Che farà dunque l’establishment sovranazionale? Occorre ammettere che questo ha sempre prediletto la soluzione di unire il centrodestra col centrosinistra, lasciando fuori i 5Stelle (come nel 2013), ma stavolta non è possibile per la ferma opposizione di Salvini a qualsiasi alleanza col Pd.
E allora i grandi gruppi della finanza internazionale punteranno sulle divisioni dentro al governo Conte e su quelle all’interno del M5S. 
Il grimaldello è rappresentato dal Presidente della Camera Roberto Fico, che alla prima crisi di governo riaprirà – su probabile indicazione di Mattarella – il famoso “secondo forno”, quello naufragato sotto i colpi di Renzi lo scorso 29 aprile. Ma stavolta il senatore di Scandicci non avrà lo stesso peso politico che ebbe tre mesi fa. Il neoeletto segretario Dem Maurizio Martina sta già lavorando sottobanco. Prima delle elezioni europee del 2019 al Nazareno potrebbe arrivare un nuovo segretario legittimato dal voto delle primarie, e non è escluso che il “nuovo” che avanza sia rappresentato proprio da Martina o, più probabilmente, dall’attuale Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, uomo con le stesse idee di Martina ma con ben più consistenti potenzialità comunicative e, soprattutto, non “sporcatosi” con le fallimentari esperienze di governo degli ultimi anni.
A quel punto, subito dopo le elezioni europee, il “nuovo” Pd cercherà di dividere Di Maio da Salvini sulla base del fatto che il M5S potrebbe aver subìto una flessione (del tutto fisiologica) in termini elettorali rispetto alle politiche di quest’anno (con un parallelo aumento di consensi in favore della Lega), spingendo i pentastellati a far cadere l’attuale governo per formarne un altro col Pd di Zingaretti (o personaggio similare). Una sorta di mantide religiosa pronta a morire pur di uccidere il vecchio nemico e nuovo presunto alleato. Un vero e proprio abbraccio mortale per i 5Stelle, sia dal punto di vista parlamentare (i numeri potrebbero non esserci) che politico. Ma alle élites questo non interessa. Se pensano che ci possa essere una sola possibilità per fermare le politiche economiche, fiscali e sull’immigrazione del governo M5S-Lega, utilizzeranno tutti gli strumenti a loro disposizione pur di raggiungere l’obiettivo. Si tratterebbe certamente di un altro colpo di stato, anche perché del nuovo governo non farebbe parte la componente più votata all’interno della coalizione che ha ottenuto più voti alle elezioni del 4 marzo. Ma se c’è una cosa che alle élites non interessa, quella è proprio la democrazia!
Sarà il M5S sufficientemente fermo e stabile per non cedere alle sirene globaliste e del Pd? Io credo di sì, anche perché sarebbe auto-distruttivo se cedesse. E Di Maio non è poi così sprovveduto da farsi soffiare il Movimento da una manovra di questo tipo. Il governo del cambiamento, che poggia la propria legittimazione democratica sul forte consenso elettorale dei due partiti che ne fanno parte, è nato anche per effetto della rivolta popolare avvenuta sui social la sera del 27 maggio – subito dopo che Mattarella aveva impedito la nascita del governo Conte (a causa del veto su Savona al Mef) e nominato Cottarelli -, oltre che per le rassicurazioni americane sull’acquisto dei nostri titoli di stato sul mercato secondario. Diversamente, dovete tenerlo bene a mente, era già pronto per Palazzo Chigi – in continuazione del colpo di stato del novembre 2011 – proprio l’onnipresente Cottarelli, l’uomo del FMI che ci avrebbe imposto – senza neppure ottenere la fiducia in Parlamento – ancora più austerità e rigore, cioè le folli ricette neo-liberiste di Monti.
Tutto questo non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo, soprattutto per quel che potrebbe accadere in un futuro non molto lontano. Sulla Libertà, diceva Calamandrei, bisogna vigilare. E oggi più che mai, aggiungo io, anche sulla democrazia.

Giuseppe PALMA

Vengo anch’io

Dopo la sceneggiata grillina di adesione al gruppo neoliberista dell’ALDE con il “vengo anch’io No Tu No”, il movimento di Grillo si è arrampicato sugli specchi per giustificare le sue scelte ed aveva subito dopo prodotto un comunicato dai risvolti farseschi: “L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del Movimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)”. Quindi secondo Grillo, il sistema o l’establishment dei potentati finanziari, degli squali della finanza che gestiscono l’oligarchia eurocratica avrebbero “tremato” per la estemporanea proposta del Movimento 5 Stelle. Parliamo di quei potentati che hanno stritolato la Grecia, ridotto all’indigenza intere classi sociali nei paesi del sud Europa, quelli che sono espressione di entità come la Goldman Sachs, la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario internazionale, che sono sempre strettamenti alleati della Merkel, di Obama e della Clinton, questi, proprio questi, avrebbero “tremato” nel ricevere al proposta di aggregazione di Grillo al loro partito di rappresentanza nel Parlamento Europeo. Se fosse ancora vivo il grande Totò avrebbe detto: “ma ci faccia il favore”. Ora il 5 Stelle stanno mostrando con estrema chiarezza il loro vero volto, quello di una forma di opposizione “alla Tsipras”, che svolge un ruolo preciso, accattivandosi il consenso della classi sociali degli esclusi, salvo poi, al momento giusto, piegarsi a disposizione dei poteri sopranazionali. Questi fatti non fanno che confermare quanto da tempo abbiamo scritto sul Movimento 5 Stelle, ovvero che questo movimento, il M5S, è un movimento nato per inquadrare e ingabbiare il dissenso. Questo movimento è stato creato per svolgere il ruolo della “fake opposition”, esattamente come Podemos in Spagna e Tsipras in Grecia….ed in particolare: 1) Parcheggiare una potenziale massa di protesta popolare/giovanile su un binario morto per preservare il sistema da scossoni e rivolte popolari; . 2) Focalizzare l’opposizione su tematiche relative alla lotta contro la casta politica parassitaria, all’onestà, alla lotta contro la corruzione ed allo Stato burocratico, evitando di coinvolgere i poteri sovranazionali che pilotano la politica e l’economia del paese; 3) spostare l’attenzione su questioni quali il finanziamento pubblico dei partiti, le spartizioni del sottogoverno e la connivenza dei partiti con le mafie e con le alte burocrazie: 4) evitare le questioni essenziali, come quella dell’immigrazione, dei diritti sul lavoro, della sovranità monetaria, dei trattati internazionali, della adesione alla NATO ma limitandosi ad azioni di piccolo sabotaggio in Parlamento; 5) Fornire un “assist”, quando necessario, alle entità subpolitiche collaborazioniste di governo, votando loro provvedimenti o “cedendo” parlamentari. 6) Scaldare i banchi in parlamento fino alla “chiamata” delle élite finanziarie, per accedere al governo (altrimenti, senza “chiamata”, opposizione falsa a vita!). Forse Grillo ed il suo entourage pensavano che, alleandosi con l’ALDE (lo stesso gruppo di Monti, Zanetti e Prodi e degli alleati della Merkel) sarebbe stato più facile attuare il loro programma dei 7 punti, tra i quali vi era l’abolizione del Fiscal Compact e il referendum sull’euro. Certo, come no, nella fantasia dei grillini, la Merkel in persona, convinta da Grillo, avrebbe finalmente abolito il Fiscal Compact e la Germania si sarebbe accollata i debiti dell’Italia, inclusi quelli della Regione Sicilia, della Campania, del Lazio e magari gli stipendi dei forestali calabresi ed i debiti dell’MPS e delle altre banche. In pratica i grillini, che dimostrano di essere gli “utili idioti” della BCE e del Grande Capitale, vogliono far credere che le loro scelte spregiudicate di presunta tattica politica, avrebbero creato un “pericolo” (come anche Luigi Di Maio ha ripetuto in TV) per l’establishment dei potentati finanziari. Dalla farsa dei 5 Stelle si comprende il dramma della base, composta da tante persone in buona fede e con la speranza di essere rappresentate nelle loro istanze di giustizia sociale ed indipendenza dai grandi poteri. I 5 Stelle, nonostante lo neghino, sono nella tradizione dei movimenti di sinistra e, citando Oswald Spengler: “La sinistra fa sempre il gioco del grande capitale. A volte perfino senza saperlo.” Ancora una volta, nella tradizione della Storia italiana, come accaduto per tanti altri partiti, ci sarà un tradimento delle aspettative dei ceti popolari e (una volta) ceti medi.

http://www.controinformazione.info/dopo-il-vengo-anchio-no-tu-no-i-grillini-ritornano-alla-realta/

Questione Russa

Presi dalle faccende interne, noi magari non ci pensavamo, ma il Parlamento europeo vigila e ci ammonisce che ” Mosca sostiene e finanzia i partiti radicali ed estremisti negli Stati membri della UE”.

Probabilmente in Italia si riferisce ai 5 stelle, che hanno presentato una mozione alla camera per sospendere le sanzioni alla Russia (http://it.sputniknews.com/mondo/20150611/544771.html)

Ecco perché i parlamentari europei chiedono alla Commissione Europea di stanziare fondi pubblici per finanziare attività di propaganda contro la Russia e per sostenere gruppi politici che all’interno del paese di cui si persegue l’isolamento internazionale si prefiggono apertamente il rovesciamento del governo di Mosca.

Il ragionamento non fa una grinza!

http://contropiano.org/internazionale/item/31282-l-europarlamento-isolare-la-russia-fondi-pubblici-per-destabilizzare-mosca

 

Rimini


La senatrice Elisa Bulgarelli e i deputati Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi ci racconteranno le trappole contenute nel Decreto del Fare e in cosa consiste la modifica dell’articolo 138 della Costituzione.

Un’informazione che tutti i politici non dovrebbero scordarsi mai di fare: quella di far capire ai cittadini come (non)funzionano le cose.

Ma parleremo anche del territorio, di denunce che da Rimini, passando per l’Emilia-Romagna sotto forma di interrogazioni da me poste alla nostra cara giunta e agli amministratori Pd, sono arrivate fino in Senato.

Dai fallimenti delle ditte edili, che stanno lasciando sempre più persone con debiti e privi di una casa per la quale hanno pagato, alla questione sulla telefonia mobile – campi di antenne che fioriscono indisturbate sulle nostre teste. Così come l’ecomostro di Cervia e tanto altro ancora.

Sabato 3 agosto quindi, ore 18.30, aspettiamo tutti i cittadini – 5 stelle e non – sul porto-canale di Rimini, Bar Souvenir. Situazione che abbiamo scelto perché agevoli il più possibile le domande e che dia ampio spazio alla discussione.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2013/07/cronache-dal-parlamento-incontro-con-i-cittadini.html

Memoria del passato e previsione del futuro

Quanto segue lo avevamo scritto il 21 febbraio (scarica qui il quaderno); il che dimostra che la storia consente, entro certi limiti, di prevedere il futuro:

Sembra che la novità di queste ultime ore, a detta dei commentatori, sia la ascesa, nei sondaggi, del movimento 5 stelle, per il quale alcuni citano la Jacquerie. A dire il vero il paragone più affine mi sembra quello col poujadismo, ma, a giudicare da quello che è successo ad entrambi, pur vittoriosi al momento, non credo che i partiti tradizionali debbano preoccuparsi.Anzitutto l’elettorato non sa nulla di chi non è passato per la TV, poi la debolezza dei movimenti (si pensi solo alla Lega dell’inizio della seconda repubblica): si sono rivelati sempre incapaci di gestire la politica, in quanto privi del tradizionale apparato e in tutto dipendenti dal capo carismatico, che non può essere dappertutto a gestire situazioni che il semplice militante non è assolutamente in grado di fronteggiare.”