Neonazisti?!

Ora, analizziamo AfD: dicono che è un partito neo-nazista, o così sottilmente – ad arte – ce lo vogliono fare percepire. Bugia enorme, almeno secondo chi scrive. Ma avete visto il profilo della sua leader, Alice Weidel? Donna, omosessuale, convive con una donna immigrata (dello Sri Lanka, lssia immigrata), ha lavorato per Goldman Sachs ed Allianz, è stata consulente economica in mezzo mondo, parla diverse lingue incluso il cinese. Diciamo che Alice il mondo globalista lo conosce bene.

Insomma, A Voi sembra nazista una così? No, direi anzi che sembra lontanissima dal nazismo. In compenso è realista, di molto. Ma viene attaccata.

Quello che tutti voi dovreste chiedervi è il perchè di questo attacco, con accuse che non hanno nulla a che vedere con il neonazismo. Che invece viene tirato ignobilmente in causa. Queste sono bugie, crasse. Perchè ce le propinano? Chiedetevelo.

E state ai fatti: non fatevi abbindolare dai media, documentatevi, fatevi un’idea (i mass media devono solo essere utilizzati per recepire un fatto accaduto, non per interpretarlo). Cominciate a considerare il fatto che i media – o meglio i loro editori – possono avere interessi a raccontarvi delle balle, già questo sarebbe un traguardo grandissimo.

E poi usate il vostro cervello, che – credetemi – ce l’avete di sicuro anche voi, sebbene non siate abituati ad adoperarlo.

Tempi difficili ci attendono.

https://scenarieconomici.it/propaganda-e-bugie-contro-afd/

Manovre pre-elettorali in Germania

Un recente studio ha mostrato come il ritorno al marco tedesco darebbe alla Germania una moneta che rispetto la parità iniziale euro-marco varrebbe oggi almeno il 35% di più. E va ricordato che proprio facendo riferimento alla parità iniziale dell’euro sul mercato delle valute, il cambio con il dollaro Usa era stato fissato a 1,1667 ovvero meno di 3 centesimi rispetto quello attuale. Quindi, non siamo affatto in territori inesplorati, con il valore di cambio 1,20 di oggi. Tuttavia, una rivalutazione dell’euro frena anche le esportazioni della Germania, e siccome non si può più depredare ulteriormente i lavoratori tedeschi, dei quali ben 7.500.000 vivono di minijob e sussidi statali ed il 40% della popolazione ha meno di 50€ in conto corrente, è necessario generare una nuova crisi dell’eurozona per mantenere basso il corso dell’euro e continuare ad accumulare enormi surplus di bilancia commerciale. La via più semplice per mandare in crisi l’eurozona è proprio quella di far finire la politica monetaria “morbida” di Draghi: la fine del QE e della politica dei tassi a zero, farebbe immediatamente crescere i rendimenti dei titoli di stato dei paesi maggiormente indebitati, costringendoli, secondo i diktat della ue, a nuove manovre lacrime e sangue, che porterebbero a crolli dei consumi interni, del pil e quindi svalutazione dell’euro. Provate solo ad immaginare cosa significherebbe per l’Italia un aumento dell’1% del tasso di interesse con 900 miliardi di euro di debito pubblico in scadenza nei prossimi 5 anni. Ulteriore vantaggio per la Germania di una crisi dell’eurozona, sarebbe quella di approfittare delle “privatizzazioni” dettate dall’austerità made in ue per fare shopping di imprese e banche nei paesi colpiti dalla crisi, Italia in primis, il cui tessuto industriale è ancora in grado di far concorrenza a quello teutonico

https://www.controinformazione.info/crisi-finanziaria-a-breve-in-italia-per-svalutare-leuro-ma-la-germania-non-ride-40-con-meno-di-50-euro-in-banca/