Giochi di prestigio

Il risultato di questo spostamento di obiettivo è immediatamente quello di neutralizzare la questione di classe, questione che chiama in causa il sistema di produzione e distribuzione, e di sostituirla con una questione di costume e antropologica.

Non si tratta più di allertare i poveri circa la loro condizione di subordinazione rispetto ai ricchi, ma di tracciare la linea di conflitto su un fronte di carattere biologico, che per ciò stesso è per essenza insuperabile ed eterno. (Possiamo immaginare una società senza classi, ma difficilmente possiamo immaginare una società senza giovani e anziani, senza uomini e donne.)

Dovrebbe essere ovvio a tutti che, per dire, i problemi di Meghan Markle in Windsor (la giovane + donna di cui si è parlato di più nella scorsa settimana) non sono, né saranno in futuro, quelli dei giovani e/o delle donne che appartengono al rimanente 90% del mondo.

Peraltro, essendo la struttura della ricchezza odierna ampiamente fondata sui lasciti famigliari (v. Piketty), nella quasi totalità dei casi i giovani benestanti sono e rimarranno tali, precisamente come i giovani maschi con le pezze al culo sposeranno donne con le pezze al culo per divenire insieme vecchi con le pezze al culo, pezze che lasceranno in gelosa eredità alla generazione seguente.

Ma nonostante la sfacciataggine di questa piccola frode concettuale, non c’è alcun dubbio che moltissimi ci cascheranno mani e piedi, senza notarne il carattere di dissimulazione e rimozione.

Andrea Zhok

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