Pioggia di soldi per le ONG

Le Ong esultano. Non solo per la ripresa del business degli sbarchi, che ora
comprende nel pacchetto vacanza anche una esclusiva crociera di 15 giorni su
navi di lusso. Anche per l’arrivo di una pioggia di soldi.

Mentre gli italiani fanno la fame e le imprese chiudono, infatti, l’Aics,
Agenzia per la cooperazione allo sviluppo sotto l’egida del ministero degli
Esteri (Di Maio), ha deciso di concedere proroghe di 4 mesi, allungare le
scadenze per i bandi in corso, e rimborsare le ong anche per i costi
sopravvenuti e relativi all’emergenza sanitaria in atto.

Le aziende per accedere al prestito garantito dovranno essere in salute e
soprattutto in grado di attendere almeno ulteriori 60 giorni per l’esame dei
libri contabili da parte degli istituti di credito.

Per le Ong, invece, è tutto automatico. La richiesta delle Ong ha da subito
puntato a ottenere finanziamenti pubblici extra per il blocco delle
attività, sulla mobilità del personale, l’annullamento delle missioni
all’estero, la quarantena di decine di operatori che in arrivo dall’Italia
sono stati sottoposti a misure di restrizione, cooperanti ed esperti che
hanno dovuto annullare decine di missioni all’estero per via dello stop dei
collegamenti aerei, frenata delle donazioni e, non ultimo, il blocco di
tutte le attività di educazione alla cittadinanza che si tengono nelle
scuole italiane. S

La richiesta è di 100 milioni di euro complessivi. E Di Maio approva, e
assicura che «si dovranno valutare i percorsi su come destinare nuove
risorse per assicurare il raggiungimento degli obiettivi per i beneficiari,
pensare a forme di sostegno generale al settore della solidarietà
internazionale, costruendo o partecipando a strumenti finanziari che
consentano di superare la prevista riduzione di risorse private a dono».

Insomma, tasse degli italiani per coprire i costi delle ong.

Senza contare che con la prima trance di progetti le Ong si sono portate a
casa dal Viminale 27 milioni. E sugli aiuti al mondo del no profit nemmeno
l’Europa si sottrae: la Commissione è corsa in aiuto delle organizzazioni
umanitarie decretando, lo scorso 20 marzo, di elargire ben 14 milioni ai
progetti dedicati alle diseguaglianze sociali in Africa «e finalizzati al
prosieguo delle attività per prorogare i tempi di successo» così è scritto
nel documento.

E poi, ovviamente, ci sono i 500 milioni di euro:

 

 

 

L’articolo PIOGGIA DI SOLDI PER LE ONG: 100 MILIONI DI EURO MENTRE ITALIANI ALLA FAME proviene da Blondet & Friends.

Finché la barca va…

di Luciano Lago

L’ultima vicenda della nave Mare Jonio della Ong Mediterranea che ha traghettato 49 migranti dalle acque libiche del Golfo della Sirte fino a Lampedusa, ignorando tutte le intimazioni della Guardia di Finanza e delle autorità italiane, risulta troppo scopertamente una provocazione preordinata per creare un altro caso politico (simile a quello della nave Diciotti) e mettere sotto accusa il Governo ed il ministro dell’Interno Salvini.
L’azione fatta dal comandante Pietro Marrone, istigata e diretta da tal Luca Casarini, già esponente di formazioni della sinistra oltranzista, è stata talmente sfacciata che la Procura di Agrigento (la stessa che aveva messo sotto accusa Salvini per sequestro di persone) ha dovuto iscrivere il comandante della nave Marrone nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e mettere sotto sequestro la nave. Presto saranno sentiti anche i componenti dell’equipaggio.
Risulta evidente che la nave, una volta raccolti i migranti in mare, avrebbe dovuto, in base alle normative internazionali, contattare la guardia costiera libica o, in alternativa, le autorità poortuali più vicine, ovvero quelle libiche o tunisine. Invece niente di tutto questo, il solerte comandante ha avviato la nave direttamente verso il porto di Lampedusa per compiere la sua “missione” di traghettare (non salvare) i migranti verso la destinazione italiana che, con tutta evidenza, era stata prestabilita dagli scafisti che dai migranti (si presume) avevano ricevuto il compenso corrispondente. Come sempre avviene in questi casi, si può stabilire il coordinamento fra mafie che gestiscono il traffico dei migranti, scafisti e le ONG che opportunamente si trovano al largo delle coste libiche.
Bisogna dire che questo traffico era rimasto bloccato da mesi per la posizione intransigente del Governo Italiano e del ministro Salvini. Di conseguenza le mafie e gli scafisti necessitavano di un intervento esterno per rimettere in moto il meccanismo che aveva fruttato fino ad ora centinaia di milioni e prodotto molte vittime di affogamento in mare. Un fatturato troppo importante per non incentivare una nuova ripresa del traffico marittimo.
Ecco che opportunamente, per una coincidenza di interessi, arriva il Casarini, capo missione, che si incarica di coordinare la nave Mare Jonio affinchè provveda a rimediare un carico di migranti in acque libiche e ripartire alla volta di Lampedusa per dare il segnale di luce verde alla ripresa del traffico. Il messaggio doveva essere chiaro: in Italia si può sbarcare.

Luca Casarini (foto ANSA)

Un messaggio che aspettano ansiosamente alcune centinaia di migliaia di migranti attualmente stazionati in Libia ed altrettanti in numero moltiplicato per dieci che si trovano nei paesi dell’Africa, dall’Eritrea alla Nigeria, al Mali ed al Senegal, in attesa di partire per tentare anche loro l’avventura in Italia.
Come ci si poteva aspettare, tutti gli esponenti della sinistra mondialista hanno immediatamente colto l’occasione per tornare ad intonare la solita litania del “apriamo i porti”, ” salviamo tutti in mare”, “bisogna accogliere tutti”, “Salvini un criminale”, ecc.. Senza dubbio tutto questo clamore a favore delle migrazioni dovrà essere ricordato al momento delle prossime elezioni di Maggio: gli Italiani hanno capito bene chi sono quelli che vogliono fare dell’Italia un campo profughi per mezza Africa senza controllo.

Sbarco nave Mare Jonio a Lampedusa

Questa volta però non è andato tutto liscio, Salvini non è caduto nella trappola, ha consentito lo sbarco in poche ore ma ha allertato le autorità per far bloccare la nave. In questo caso i reati sono troppo evidenti per non essere contestati e, se si vuole adottare un provvedimento motivato, a nostro avviso, non soltanto sarebbe contestato il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma anche il concorso esterno in associazione mafiosa (art. 416 Bis C.P.).. Si tratta di accertare la contiguità criminale derivante dall’eventuale collegamento fra ONG e scafisti che si può desumere dalle telefonate e dalle comunicazioni intercorse fra la nave e gli scafisti.
Si può sperare che gli inquirenti questa volta vadano fino in fondo ed il tutto non si chiuda con una soluzione “all’Italiana”, visto che da questo dipende il messaggio da far arrivare ai potenziali migranti in Libia, in Africa ed agli scafisti pronti a riprendere il traffico se riceveranno luce verde dalle ONG, le stesse che sono in attesa di rimetter in mare le loro barche. “Fin che la barca va”……..può crescere il business per tutti, scafisti, ONG, mafie e cooperative d’accoglienza.

https://www.controinformazione.info/fin-che-la-barca-va-cresce-il-business-delle-ong-e-degli-scafisti-nel-mediterraneo/

Navi Pirata

Cercherò di fare una riflessione esclusivamente tecnico-giuridica di diritto internazionale di cui sono stato Professore Ordinario nell’Università.
1. Le navi che solcano i mari battono una Bandiera. La Bandiera non è una cosa meramente folkloristica o di colore. La Bandiera della nave rende riconoscibile lo Stato di riferimento della nave nei cui Registri navali essa è iscritta (nei registri è indicata anche la proprietà pubblica o privata).
2. La nave è giuridicamente una “comunità viaggiante” o, in altri termini, una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. In base al diritto internazionale la nave, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata “territorio” dello Stato della Bandiera.
Dunque, sulla nave in mare alto si applicano le leggi, tutte le leggi, anche quelle penali, dello Stato della Bandiera.
3. Il famoso Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” (in realtà, deportati) debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono in contatto. A cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico.
4. Non si vede allora quale sia la ragione per la quale una nave battente Bandiera, per esempio, tedesca, spagnola o francese, debba – d’intesa con gli scafisti – raccogliere i cosiddetti profughi appena fuori le acque territoriali libiche e poi scaricarli in Italia quando la competenza e l’obbligo è, come detto, dello Stato della Bandiera.
5. Da ultimo è emerso che due navi battenti Bandiera olandese e con il solito carico di merce umana, non si connettano giuridicamente al Regno di Olanda e né figurino su quei registri navali, come dichiarato dalle Autorità olandesi.
Allora, giuridicamente, si tratta di “navi pirata” le quali non sono solo quelle che battono la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate (come nei romanzi di Emilio Salgari).
6. Ne deriva il diritto/dovere di ogni Stato di impedirne la libera navigazione, il sequestro della nave e l’arresto del Comandante e dell’equipaggio.
Molti dei cosiddetti “profughi” cominciano a protestare pubblicamente denunciando di essere stati deportati in Italia contro la loro volontà. Si è in presenza, dunque, di una nuova e inedita tratta di schiavi, di un disgustoso e veramente vomitevole schiavismo consumato anche con la complicità della UE, che offende la coscienza umana e che va combattuto con ogni mezzo.

Augusto Sinagra
Professore ordinario di diritto delle Comunità europee presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Avvocato patrocinante davanti alle Magistrature Superiori, in Italia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo.

Il ministero della propaganda

Ma è soprattuto a livello nazionale che il progetto promosso dal ministro Orlando fa discutere, nonché indignare, per il fatto di avere costituito un tavolo di lavoro a “senso unico” che mette preventivamente alla porta tutti coloro non in linea con il dogma del “politicamente corretto” contemporaneo: “A livello nazionale, spiega infatti Orlando, abbiamo avviato un tavolo di lavoro con le organizzazioni non governative per una strategia contro i discorsi d’odio online. Lo scopo che ci prefiggiamo con questo tavolo è quella di stimolare la nascita di un soggetto, non pubblico e non statale che, in alleanza con le piattaforme, possa costruire efficaci contronarrative rispetto alla propaganda d’odio.Questo il lavoro che si sta facendo per fare in modo che, accanto alle istituzioni e a integrazione della giustizia, ci sia un protagonismo e un ruolo attivo dei soggetti sociali che, alleandosi fra di loro, possono efficacemente far fronte comune contro la retorica dell’odio sul web e agire anche sui provider stessi per un’azione rapida in ogni situazione in cui il linguaggio della rete e dei social network possa costituire una reale minaccia o sia lesivo della dignità di un soggetto”. La lista delle Ong che avranno il ruolo di controllare e denunciare eventuali comportamenti sospetti è lunghissima e comprende soggetti impegnati in prima linea su tutti i principali “fronti caldi” del momento: dall’islam e l’immigrazione, fino a rom, gay e gender.

estratto da http://www.controinformazione.info/il-ministro-orlando-vara-il-tavolo-di-lavoro-politicamente-corretto/

Emergenza sbarchi

di Luciano Lago Sulle coste del sud Italia è ormai emergenza sbarchi con strutture portuali e centi di accoglienza al collasso. Dai porti della Sicilia fino a a Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia è un susseguirsi di arrivi di navi delle ONG, barconi e navi della Marina che traghettano masse di migranti clandestini in Italia prelevati dalle coste del Nord Africa. Ormai il sistema di attendere la chiamata dei trafficanti, mentre le navi delle ONG stazionano davanti alle coste libiche, a volte a poche centinaia di metri, assicura un flusso costante che a sua volta garantisce il business del traffico di carne umana alle varie mafie, somale, nigeriane, libiche che speculano sul fenomeno, con successivi alloggiamenti dei migranti nei centri di accoglienza in Italia e assegnazione alle cooperative di accoglienza, l’ultimo terminale del business. Un giro d’affari impressionante che assicura lauti guadagni per tutti gli operatori nelle varie fasi del fenomeno (meglio che il traffico della droga). Circa 8 mila persone risultano già scaricate nei primi due giorni della settimana in vari porti italiani, soprattutto della Sicilia e della Calabria, dalle numerose navi che fanno la spola, senza sosta, da una parte all’altra del Mediterraneo alimentando lo tsunami che sta sommergendo il nostro Paese. Altre 8.500 circa sembra che sarebbero quelle ancora in viaggio sulle altre unità navali adibite a taxi del mare. Numeri immensi, impressionanti, mai visti prima che segnano l’invasione voluta e favorita del nostro paese sullo sfondo del progetto di sostituzione etnica imposto dai vari organismi transnazionali come la Commissione Europea, l’FMI, l’ONU, il Vaticano, ecc. con la per collaborazione di pericolosi personaggi, speculatori ed affaristi che decidono i destini del mondo, come George Soros, con la piena complicità di governi come quello italiano. Si tratta ormai di un esodo biblico dietro cui si muovono enormi interessi e che viene favorito anche dal passa parola in Africa dell’accoglienza fornita con alloggio e pasti gratuiti in un meraviglioso paese, l’Italia, che offre oggi ai migranti clandestini anche schede telefoniche, una piccola mancia per le spese e vari benefici fra cui assistenza sanitaria gratuita e formazione. Il tutto viene accelerato dalla possibilità di ottenere anche lo Jus soli, un altro fattore che rischia di incentivare l’esodo dall’Africa e che i politici della sinistra mondialista si stanno affrettando ad approvare. Quale africano non cederebbe alla tentazione di un viaggio in Italia partendo dalle polverose periferie della Nigeria e dalle disastrate zone della Somalia e dell’Eritrea. L’Italia, una meta agognata per decine di milioni di africani che vogliono profittare dell’occasione offerta dal Governo italiano dei mondialisti aperti alle esigenze degli africani. I politici del PD sanno che devono adempiere al piano di sostituzione per cui gli verranno garantiti posti e carriere sicure.

Migranti in protesta

La situazione nei porti italiani è di totale emergenza, le misure predisposte per ricevere ed accogliere i migranti non riescono a far fronte a questo esodo biblico. I punti di identificazione e smistamento scoppiano, nei centri per richiedenti asilo vige l’anarchia totale e qualsiasi tentativo di imporre regole e far rispettare le leggi provoca violente ribellioni di cui quali subiscono le conseguenze le forze dell’ordine. I centri di accoglienza sono ormai centri di traffico dove si commercia di tutto incluso droga e prostituzione e questo è possibile ed accettato in un paese dove le regole devono essere rispettate solo da alcuni, “i fessi”, quelli che pagano le tasse e devono rimanere quieti evitando poteste ed i “populismi” che non sono graditi agli alti rappresentanti delle Istituzioni, come Mattarella, Grasso e la Boldrini. “Abbattere i muri, predisporre ponti e traghetti, accogliere tutti, integrare”, queste le parole d’ordine ripetute costantemente  da tutte le TV , dai media per convincere la popolazione italiana dell’utilità di questo esodo.ì e di questa sostituzione. Come altre volte abbiamo scritto, bisogna considerare che la politica di migrazione di massa verso l’Europa presenta due principali utilità per l’oligarchia economica mondialista: 1) come elemento di trasformazione etnica degli Stati (nel lungo termine) ; 2) come mano d’opera di riserva che sia utile per le multinazionali quale strumento di riduzione dei salari ed incremento dei profitti a medio e lungo termine . Questo ci deve far comprendere che l’ondata migratoria non è spontanea ma pianificata e che il principale obiettivo di lungo termine delle centrali mondialiste è quello di sostituire le identità nazionali e distruggere la cultura originaria che si oppone al mercato globale e che rivendica l’autonomia delle comunità locali, sostituirla con una massa indifferenziata di varie etnie e culture che risulti più facilmente omologabile al sistema e che non abbia i mezzi culturali per opporsi alla catechizzazione del nuovo ordine. Per questo fine è utile combattere (o infiltrare) tutte le istituzioni tradizionali e decostruire persino la cultura e la coscienza storica dei popoli. In Ungheria, in Polonia o nella Repubblica Ceka, questo lo hanno compreso ed hanno bloccato gli arrivi opponendosi alle quote stabilite dalla UE. I paesi dell’Est non vogliono correre il rischio di essere destabilizzati da questa ondata migratoria. In Italia, la classe politica venduta ad interessi esterni, accetta tutto. Con l’arrivo in massa delle forze fresche dei nuovi migranti, in grande maggioranza giovani, single ed in età di combattimento, sarà disponibile presto una massa di reclute che potranno essere utilizzate per tutto, incluso per sopraffare con il tempo e con il numero la stanca civiltà decadente di quello che Juan Manuel Prada chiama a ragione il “putridume europeo”. Gli episodi di Parigi, di Bruxelles, di Nizza di Manchester, dovrebbero aver suonato quali campanelli d’allarme ma le classi politiche dei paesi europei considerano questi dei semplici incidenti di percorso nell’ intramontabile utopia mondialista del cammino verso l’integrazione (smentita dai fatti).

http://www.controinformazione.info/emergenza-sbarchi-e-programma-di-invasione-sempre-piu-accelerato-enorme-giro-daffari-per-trafficanti-di-persone/

I buoni

Quanto sono buoni i grandi capitalisti e i grandi manager che fanno volontariato e aiutano i migranti 🙂

I membri del consiglio direttivo:
Consiglieri

Massimo Capuano, Presidente IW Bank Spa- Gruppo Ubi
Simonetta Cavalli, Assistente Sociale e Consigliere CNOAS, Consiglio Ordine degli assistenti sociali
Marco De Benedetti, Managing Director e Co-Presidente Europa, The Carlyle Group.
Maria Bianca Farina, Presidente ANIA, Amministratore Delegato, Poste Vita e Poste Assicura.
Enrico Giovannini, professore ordinario di Statistica Economica, all’Università di Roma “Tor Vergata”.
Patrizia Grieco, Presidente ENel SpA.
Andrea Guerra, Presidente Esecutivo Eataly srl.
Auro Palomba, Fondatre e Presidente della società di consulenza di comunicazione aziendale Community.
Paola Rossi, Funzionario Commissione Europea.
Marco Sala, Chief Executive Officer IGT international, Game Technology PLC.
Andrea Tardiola, Segretario Generale Regione Lazio.
Silvio Ursini, Vice Presidente Esecutivo Bulgari Group.
Tesoriere
Vito Varvaro, Presidente Cantine Settesoli.

Stefano d’Andrea su FB

Inchiesta migranti

Finalmente anche alcune testate giornalistiche si accorgono di chi si trova dietro il piano di invasione dell’Italia, chi lo finanzia, chi lo favorisce e quali sono gli interessi che sono collegati all’immigrazione clandestina. Quello che noi andiamo denunciando e scrivendo da anni diventa finalmente una notizia di cui parlare anche in concomitanza dell’indagine aperta dalla Procura di Catania sulle ONG che hanno il compito di prelevare i migranti dalle coste della Libia e farli sbarcare sulle coste del sud Italia. Da Il Nord: Le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia sono: Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat. Il principale finanziatore di questa galassia di organizzazioni che riversano orde immani di africani in Italia è la Open Society di George Soros. A queste ONG Soros ha promesso – e quindi iniziato a “donare” – 500 milioni di dollari per organizzare l’arrivo dei migranti africani in Italia e dall’Italia in altre nazioni europee. Il primo a svelare questo retroscena è stato il capo di Frontex, Fabrice Leggeri che ha denunciato il fatto che le navi di queste ONG finanziate da Soros carichino a bordi gli africani sempre più vicino alle coste libiche, spiegando come questo comportamento criminale incoraggi i trafficanti a stiparli su barche inadatte al mare con rifornimenti di acqua e carburante sempre più scarsi rispetto al passato. Le parole di Leggeri – come ha scritto il Giornale in un documentato articolo pubblicato lo scorso 2 febbraio – rappresentano un’esplicita denuncia delle attività di soccorso marittimo finanziate da Soros. Le navi impegnate in questo traffico di africani verso l’Italia sono: il Topaz Responder da 51 metri del Moas, il Bourbon Argos di Msf e l’MS di Sea Eye. I costi altissimi di gestione di queste grosse navi sono coperti totalmente dai finanziamenti di Soros. E’ Soros il mandante dell’invasione dell’Italia. E c’è un aspetto oltremodo sospetto di un gigantesco piano criminale: questa è una flotta di navi fantasma. Battono bandiera panamense la Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e la Dignity 1, di Medici senza frontiere. Batte bandiera del Belize il Phoenix, di Moas, e bandiera delle isole Marshall il Topaz 1, sempre di Moas. Tra le ONG che gestiscono questa flotta fantasma c’è la tedesca Sea Watch armatrice di due di queste navi. E la Sea Watch dichiara di agire per il presunto diritto alla libertà di movimento (di chiunque senza rispettare la sovranità delle nazioni come l’Italia) e di non accettare alcuna distinzione tra profughi e clandestini senza alcun diritto in base alle leggi internazionali di accoglienza. E ora, nessuno dica che non sapere chi paga l’invasione dell’Italia dalla Libia e che queste ONG operano nella più totale illegalità.

Leggi tutto su http://www.controinformazione.info/e-george-soros-a-finanziare-linvasione-africana-dellitalia-ecco-nomi-organizzazioni-navi-e-piani-criminali/

Media e ONG

di  Mauro Bottarelli

Da quando è cominciato il delirio terroristico in Europa, molti miei amici e conoscenti mi hanno confessato di aver ripreso in mano “1984” di George Orwell. L’ho fatto anch’io. Ora però sto rileggendo un altro libro della mia gioventù, un romanzo che ho sempre sperato restasse tale e non divenisse mai realtà. Non è andata così. Si tratta de “Il campo dei santi” (Le Camp des saints), un romanzo fantapolitico dello scrittore francese Jean Raspail, pubblicato nel 1973 e tradotto in Italia nel 1998. Ambientato nel 1997, descrive un’ondata di immigrazione di massa dall’India verso l’Europa che, dopo un interminabile viaggio su carrette del mare, travolge la civiltà occidentale.

Campo dei Santi
Campo dei Santi

Il titolo fa riferimento a un versetto dell’Apocalisse ma, immediatamente, il libro venne bollato come razzista e di fatto bandito, visto che gli unici a pubblicarlo erano editori dell’area dell’estrema destra identitaria e per comprarlo occorreva recarsi in librerie che spesso erano oggetto di raid da parte dei democratici con la Hazet 36. Purtroppo, la profezia di Raspail ora è realtà quotidiana: non dall’Asia, bensì dall’Africa ma le masse dall’area sub-sahariana stanno arrivando in numero sempre crescente e le nostre città cominciano, in alcuni quartieri, a somigliare ad enormi campi profughi a cielo aperto. Senza legge, né ordine. L’anarchia è la nuova forma di convivenza, il sogno del mondialismo si sta realizzando giorno dopo giorno: sradicare e omogenizzare in un melting pot senza riferimenti, né valori condivisi. E i numeri parlano chiaro. L’Italia è in piena emergenza immigrazione. Stando ai dati trasmessi dall’Agenzia europea per le frontiere (Frontex), solo nel mese luglio sono sbarcati sulle nostre coste oltre 25mila clandestini: rispetto allo stesso periodo del 2015, questa estate c’è stato un aumento del 12% degli arrivi. E, a poco a poco, l’emergenza sta mandando al collasso le città. Prima Ventimiglia, poi Como, adesso Milano, dove a ottobre si sfratteranno i militari per far posto ai migranti nella caserma Montello di via Caracciolo, zona piazza Firenze, area residenziale. E, mentre il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, cerca la soluzione migliore per trovare un posto dove sistemare i 145mila richiedenti asilo che già si trovano in Italia, gli sbarchi aumentano. La maggior parte dei migranti sono nigeriani ed eritrei: c’è guerra da quelle parti? No, perché Boko Haram è operante solo in una regione della Nigeria e dell’Eritrea i giovani scappano per non fare il servizio militare, infatti sono tutti ventenni o giù di lì. Esiste un diritto d’asilo per renitenza alla leva? Stando ai dati di Frontex, il numero di arrivi da gennaio a luglio è invece rimasto stabile rispetto all’anno scorso, a quota 95mila migranti. L’agenzia europea ha inoltre spiegato che la qualità delle imbarcazioni che i trafficanti stanno utilizzando per il trasporto di migranti si sta deteriorando sempre di più: “Negli ultimi mesi – si legge nel report pubblicato oggi – la scarsa qualità dei gommoni è stata segnalata per quattro su cinque barconi”. Cosa dobbiamo fare, sperare che quei gommoni divengano del tutto inagibili e inutilizzabili per fermare gli sbarchi? Chi permette che quelle carrette partano dalle coste africane, ha o no le mani potenzialmente sporche di sangue?

Migranti in fila
Migranti in fila

E la politica cosa fa? Le ferie, ovviamente, ben 41 giorni. Ma forse è meglio così, se non lavorano (un eufemismo?) non possono fare danni ulteriori. Il problema è che il governo è totalmente prono a questa invasione, anzi ne vorrebbe di più, visto che le cooperative ci sguazzano con il business dell’accoglienza. Ci sarebbe l’opposizione ma quale? Stefano Parisi, per la bella prestazione di essere stato trombato come sindaco di Milano, ha ricevuto il premio di riorganizzare il centrodestra: uno che ha la stessa grinta e carisma di un Pokemon, cosa volete che faccia? Giorgia Meloni partorirà a breve, quindi è fuori gioco e, comunque, con le percentuali di Fratelli d’Italia non si cambia nemmeno un consiglio di zona, figurati il Paese. C’è Matteo Salvini, quello che contro l’immigrazione a parole tuona un giorno sì e l’altro pure: dov’è? A Milano Marittima a fare selfie con l’altro enfant prodige della destra, il governatore della Liguria, Giovanni Toti. Lunedì, ovviamente, nel tradizionale comizio di Ferragosto a Ponte di Legno prometterà sfracelli ma, come sempre, i fatti resteranno a zero. E’ questa la destra italiana? E’ questa la classe politica che dovrebbe opporsi all’invasione in atto? Viene quasi nostalgia di quando Silvio Berlusconi era alla guida della coalizione, ed è tutto dire. Oltretutto, siamo bloccati: Francia, Svizzera e Austria, infatti, hanno letteralmente sigillato i loro confini con il nostro Paese, quindi chi arriva resta sul nostro suolo, nelle nostre città. Ne passerà qualcuno di straforo ma percentuali risibili, basta vedere lo stato d’assedio in atto a Ventimiglia e al Brennero.

Milano, migrantio in attesa
Milano, migrantio in attesa

E’ un’enorme pianificazione, fino ad ora perfettamente riuscita. E un ruolo fondamentale lo stanno ricoprendo i media, i quali continuano a chiamare chi arriva migrante, disperato, gente che fugge dalla guerra. E attenzione, perché ora la Libia diventerà un vero e proprio ponte verso l’Occidente, visto che la guerra all’Isis pare entrata nel vivo e quindi, chiunque partirà da quelle sponde, anche se non libico, diverrà automaticamente profugo di guerra. Una guerra strana: con una quarantina di raid Usa in un settimana, le forze lealiste hanno già riconquistato il 70% di Sirte, la capitale del Califfato in quel Paese. Strano, vero? In Siria i russi quaranta raid li fanno in tre ore quando operano, in Libia invece “puff”, l’Isis è sparito quasi senza colpo ferire. Sarà.

Alfano al Brenenro
Alfano al Brennero

E, come nel 2011, a pagare il prezzo della destabilizzazione libica saremo noi, visto che gli Usa si avvantaggeranno per quando ci sarà da ricostruire e garantirsi i contratti petroliferi, mentre noi ci godremo il flusso ininterrotto di profughi o presunti tali per tutto il resto dell’estate. Sempre che Erdogan non decida di aprire i confini con Grecia e Bulgaria, perché in quel caso avremo a che fare con 2,3 milioni di persone che potrebbero cercare di raggiungere il Nord Europa. Eh già, perché non c’è solo la Libia, c’è ancora aperto anche il fronte siriano. E, da ieri, a fare eco alle richieste dell’Onu di una tregua nei combattimenti per far rifiatare, riarmare e riorganizzare i gruppo anti-Assad finanziati dagli Usa, ci sono anche le mitiche ONG, quinte colonne dei vari Soros di questo mondo che millantano aiuti umanitari ma, di fatto, destabilizzano. Ecco alcune loro lagnanze verso siriani e russi: gli aiuti umanitari arrivano solo nelle zone che hanno liberato; sostengono che è “ignobile e preoccupante” che i governi trattino con Damasco (e con chi dovrebbero trattare, se non con il governo legittimo del Paese: con Obama? con Papa Francesco? con Alex Schwarzer?); asseriscono che i governativi stiano usando armi chimiche. Guarda caso, quest’ultimo punto ha spinto Washington a dire che “la denuncia in tal senso sarà vagliata”: altre armi in partenza con destinazione Ryad per armare i “ribelli moderati” e, tanto per gradire, sterminare donne, vecchi e bambini in Yemen? Ecco come Nigrizia, la rivista dei padri comboniani, non il bollettino di Casapound, parla della ONG operanti in Siria, in primis Medici senza frontiere: “In Siria, Msf prestano servizio solo nelle zone controllate dai jihadisti e sono noti per la loro parzialità nella crisi siriana: hanno attribuito la colpa a Damasco circa la faccenda delle armi chimiche nel 2013. Tra i finanziatori dei Msf risultano multinazionali come Goldman Sachs, Microsoft, Google, Bain Capital di Mitt Romney (vedi il rapporto Msf 2010). Nel comitato di patrocinio di questa organizzazione umanitaria siedono banchieri della Goldman Sachs e di altri istituti finanziari occidentali… Vi è quindi un ragionevole dubbio sulla neutralità dei Msf nella guerra in Siria. Stefan Cornish, di Msf, ha ammesso che, nelle unità sanitarie nelle quali operano i medici dell’organizzazione, i combattenti hanno la priorità sui civili”. E ancora: “È noto ormai l’uso delle ONG nella destabilizzazione dei paesi non allineati. Dal 2013 opera sul terreno di battaglia un’organizzazione siriana di nome Caschi Bianchi (Cb). Il dipartimento di stato americano, via Usaid, ha versato oltre 23 milioni di dollari nelle casse dei Cb, che inoltre hanno ricevuto oltre 18 milioni di sterline dal Foreign Office britannico. Vi sono diverse testimonianze che attestano l’esistenza di rapporti stretti tra questa organizzazione umanitaria e i jihadisti”. Lo dicono dei preti, oltretutto ispirati alla teologia della liberazione, non dei lefebvriani: come la mettiamo? Ma a Skytg24 dicono che va tutto bene, addirittura che l’immigrazione è in calo. Quindi godetevi vacanze e Olimpiadi. A settembre, se non sarà troppo tardi, si vedrà. Fonte: Rischio Calcolato

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Le brioches di Maria Antonietta

Le brioches di Maria Antonietta

Gli espropriati, i depredati, gli annullati diventano “poveri”; gli interventi auspicati diventano pura e semplice assistenza. Nessuna parola su un patrimonio professionale, imprenditoriale, di competenze costruito in decenni che si sta vaporizzando in pochi mesi; un paese con sempre meno identità, coerenza e amor proprio e uno stato spappolato che si vorrebbe ridotto a una ONG o ad una succursale dell’UNICEF e dell’ONU dei quali si sente, evidentemente, ancora dipendente a pieno titolo.