Cosa c’è sotto

http://www.limesonline.com/il-mali-al-centro-dei-traffici/76581

Dopo la distruzione della Libia la situazione è tornata ad essere esplosiva: la quarta rivolta tuareg ha portato alla proclamazione dell’indipendenza dell’Azawad, anche se non riconosciuta da nessuno e ha portato Francia ed Usa ad appoggiare militarmente il presidente golpista di Bamako quando un piccolo gruppo di jihadisti islamici del popolo tuareg, Ansar al-Din, ha attaccato la città meridionale di Konna. È stata la prima volta dalla ribellione tuareg, all’inizio del 2012, che i ribelli jihadisti sono usciti dal territorio tradizionale dei tuareg, nel deserto del nord, per diffondere la legge islamica nel sud del Mali.

Però è il 2006 la chiave di volta per comprendere davvero la situazione. In quell’anno le prospezioni minerarie scoprono che l’Azawad è ricchissimo di petrolio (oltre che di uranio, vitale per la produzione di elettricità in Francia) e contemporaneamente le intelligence occidentali fanno sapere che fra i Tuareg si è formata la “al Quaida del Magreb islamico” e dunque tutta la regione viene inquadrata  nel mirino di una possibile guerra al terrorismo. Che diviene tanto più urgente e necessaria quando la Cina entra in grande stile nel Paese con 800 aziende che coprono quasi tutti i settori e cominciano a costruire infrastrutture che di certo piacciono di più delle bombe.

https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/21/di-mali-in-peggio/

Noi non ci saremo

…i pericoli principali che oggi corrono le nostre società sono di ordine non-militare: cambio climatico, conflitti economici, crimine organizzato, guerre elettroniche, esaurimento delle risorse naturali…

Su quest’ultimo aspetto, il rapporto indica che una delle risorse che più velocemente si sta esaurendo è l’acqua dolce. Nel 2030 il 60% della popolazione mondiale avrà problemi di rifornimento di acqua, dando luogo all’apparizione di “conflitti idrici”

Leggi l’articolo: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9684