Capitano o capitone?

Fonte: Conflitti e strategie

Salvini deve muoversi perché contro di lui si è già mossa la solita procura che ipotizza il reato di sequestro di persona per aver impedito ad un gruppo di pirati di far sbarcare dei clandestini mentre scrittorucoli da strapazzo chiedono il suo arresto. Addirittura, si è giunti ad interrogare il medico di Lampedusa, il quale ha negato lo stato di criticità sanitaria dei migranti a bordo dell’ennesima nave corsara giunta all’assalto delle nostre coste. Questo è il clima che si respira in Italia in cui magistratura, partiti, Chiesa, organizzazioni varie e soit-disants intellos appoggiano scorribande antinazionali di potenze straniere. Dico la verità, non ho alcuna fiducia nel leader leghista, il quale anziché percorrere vie ben più sostanziali, a tutela della sovranità nazionale, manda bacioni ai nemici, tuttavia, confido almeno nel suo istinto di sopravvivenza, perché per lui comincia a buttare davvero male. Inoltre, c’è da considerare il sostegno di elementi transoceanici, oggi emergenti, nient’affatto contenti dell’andazzo generale, nel Belpaese ed in Europa, che qualche messaggio di incoraggiamento hanno pur fatto arrivare al Ministro degli Interni. Salvini da Giussano deve però comprendere che se vuol essere aiutato dallo zio Trump occorre si mostri all’altezza del compito storico di cui si trova immeritatamente investito. Per ora ha saputo solo traccheggiare e agire senza convinzione il che, in politica, è un delitto imperdonabile. L’eventuale condanna dei tribunali è una quisquilia rispetto a quella della Storia, se ne renda conto perché da Capitano a capitone è un tuffo.

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Verso la guerra civile

Ebbene, contro questo modo di pensare e di agire, non per odio contro le persone, c’è una bella fetta del popolo italiano che si è rotta le scatole, che non sopporta più la prepotenza e l’arroganza ideologica di quei signori, la loro eterna pretesa di alzare il ditino e far la morale a tutti quanti, dall’alto del loro piedistallo. Una bella fetta di italiani che lavorano, che stentano ad arrivare a fine mese, a pagare le tasse sulla casa e sulle partite commerciali, le tasse per i loro figli che vanno all’università; e che sono stanchi di subire furti e rapine in continuazione. Ci sono italiani che hanno ricevuto la visita dei ladri, in casa propria, tre o quattro volte; che hanno subito pestaggi e stupri, subito minacce di morte, e visto i loro cari sottoposti a violenze ed angherie; e ci sono commercianti che hanno avuto il loro esercizio svaligiato sette, otto, dieci volte. E ogni volta i responsabili restano impuniti, o perché non vengono assicurati alla giustizia, o perché le forze dell’ordine li arrestano, con rischio e sacrificio, e poi la magistratura politicizzata li rimette in libertà in quattro e quattr’otto, talvolta con delle motivazioni addirittura grottesche, come quel giudice milanese che ha rimesso in libertà uno spacciatore africano affermando che il poverino non aveva altre fonti d reddito per sbarcare il lunario!
C’è una bella fetta del popolo italiano, certamente maggioritaria, che si è rotta e strarotta le scatole di pagare delle tasse esorbitanti, di pagare la benzina più cara d’Europa, di avere dei servizi pubblici da Terzo Mondo, di dover aspettare mesi o anni per una visita specialistica o un intervento di cataratta; e di vedere le montagne d’immondizie non raccolte accumularsi sulla pubblica via, spettacolo orrendo e fetore insopportabile, nonché a rischio di epidemie; e bambini sottratti ai loro genitori dalla magistratura rossa per essere “affidati” alle amorevoli cure di coppie amiche e avide di denaro, o di coppie d’invertiti, il tutto falsificando i rapporti e affermando, ad esempio, che i poveri piccoli vivevano in case fatiscenti e antigieniche, ma senza che quei tali esperti e assistenti sociali si fossero presi neppure il disturbo di suonare il campanello e metter piede all’interno di quei terribili antri di sporcizia e degrado, e che invece erano appartamenti normalissimi, poveri ma puliti e dignitosi.
E intanto vede, questa fetta di italiani esasperati, arrivare via mare e via terra, tutti i santissimi giorni, dall’Africa e da mezzo mondo, delle orde di personaggi senza documenti e senza identità che dicono di essere profughi, ma perlopiù non lo sono affatto, i quali vengono alloggiati e sistemati gratis a spese dello Stato. E che si permettono pure di lamentarsi per il vitto, di protestare per l’alloggio, perché vogliono l’albergo e non le ex caserme, vogliono un menù di loro gusto e non la solita pastasciutta, altrimenti protestano, gettano il piatto in terra, fanno lo sciopero della fame, minacciano di suicidarsi, come quelli a bordo della Sea Watch. Così, almeno, ha detto la capitana Carola Rackete, che i migranti presi a bordo minacciavano il suicidio, e lei non poteva mica correre un tal rischio (si noti il curioso paradosso: i naufraghi, o presunti tali, salvati dal rischio di morire in mare, che poi minacciano di buttarsi in mare perché le autorità del porto in cui vogliono entrare tardano a conceder loro il permesso: si vede proprio che sono sfuggiti a terribili pericoli di annegamento!).

Sì, ci sono due Italie incompatibili e inconciliabili; e chi le ha create, se non chi cerca ogni giorno di spingere le cose più in là, di far entrare più falsi profughi, d’imporre più Europa, cioè più austerità, più tasse, più tagli alla spesa pubblica, per far contenti Juncker e Moscovici, e i signori della BCE della quale sono i volonterosi burattini? Intanto, l’Italia perbene, accogliente, buonista, si scandalizza e s’indigna per la rozzezza e la violenza dell’altra Italia, quella che ne ha le scatole piene. Un tipico campione dell’Italia progressista, Piero Sansonetti, ha dichiarato in un programma televisivo che se la Rackete ha violato la legge entrando in porto senza permesso, anche gli uomini della Guardia di Finanza hanno commesso un reato, ostacolando un’operazione di salvataggio in mare. Siamo arrivati alla follia: ed è contro questa follia che insorgono gli italiani sani, che non hanno perduto il bene dell’intelletto.
Un’altra signora, di cui non ricordiamo il nome, nel corso dello stesso programma si è detta indignata perché quando la Rackete è sbarcata a Lampedusa, un giovane italiano le ha lanciato contro degli insulti sessisti (speriamo che non si offenda se l’abbiamo chiamata signora, perché ha anche detto che è ora di finirla di chiamare la Rackete quella signora, il che secondo lei è una mancanza di rispetto, sempre a sfondo sessista). Si vede che non ha visto la bambola gonfiabile con le fattezze di Salvini che è stata vista sfilare, e fotografata, al Gay Pride di Milano, con scritte come Salvini muori, Salvini crepa, Salvini bastardo, morte a Salvini, Salvini appeso a testa in giù. Ma visto che a dare quel nobile spettacolo erano degli invertiti, beninteso progressisti, le signore femministe non si arrabbiano. E questo è appunto un clima da guerra civile…

Fonte: Accademia nuova Italia

https://www.controinformazione.info/verso-la-guerra-civile-a-grandi-passi/

STP

«Protesi, occhiali e ogni ausilio medico gratis – aggiunge Riccardo De Corato, esponente di Fratelli d’Italia, già senatore, oggi assessore regionale in Lombardia – per non parlare della completa esenzione per l’acquisto di medicine». Il tesserino si chiama Stp (Straniero temporaneamente presente) e può essere chiesto «presso qualsiasi Asl». Di queste opportunità dà conto la prefettura di Roma: il tesserino è valido 6 mesi – informa sul suo sito – ma «rinnovabile». Si rivolge allo straniero irregolare: «Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l’indicazione del tuo nome e cognome». Infine avverte: «L’accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la pubblica autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani».

Veloci e potenzialmente universali le prestazioni: «Attraverso il Pronto soccorso è possibile accedere a ogni cura – spiega il medico -. L’emergenza urgenza acuta viene garantita a tutti, però qui si parla di prestazioni banali, rese a persone esplicitamente irregolari, mentre gli italiani se le pagano, o rinunciano dovendo scegliere se curare l’una o l’altra fra più patologie». «Queste persone hanno tutto – prosegue – e molti lo esigono, con arroganza, e in genere i medici concedono tutto, per non essere accusati di razzismo. Appuntamenti, attese brevi, ricette bianche, hanno capito tutto e sono imbeccati dalle associazioni di volontariato».

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cure-esami-e-protesi-sanit-gratis-agli-irregolari-e-1587610.html

Governare non è una passeggiata

E’ stato notato che Villorba  di Treviso, dove ha avuto luogo l’attentato alla Lega, è la sede  originaria e centrale dei Benetton, i concessionari di Autostrade.  Naturalmente   ciò non significa un indizio  quanto a colpevoli, anzi il contrario;  ma   comporta un “messaggio” che i leghisti sapranno, spero, interpretare.

Piuttosto, è stato notato il silenzio mediatico su questo atto di terrorismo vero, in paragone al clamore per il lancio di un uovo per giorni attribuito al “razzismo”,   dunque a Salvini e alla Lega (il solo partito nella storia che abbia candidato e  votato al senato un africano, Iwobi). Come ironizza Capezzone: “Cronaca fredda, unemotionally factual. Far intendere che se la sono cercata”.

Questo appunto è un ingrediente della vecchia strategia della tensione, quando le Brigate Rosse  che uccidevano poliziotti erano per  la stampa “sedicenti” , i due fratelli  Mattei,  missini carbonizzati nel rogo di Primavalle, erano per i media vittime di una faida interna tra “fascisti”, e  quando  gli intellettuali si fregiavano del motto “Né con lo Stato né con le BR”.

Il significato di questo parteggiare totalitario dei media  è inequivocabile: i media sentono con istinto infallibile,  primordiale,  che  il governo attuale, e  la coalizione di governo, non ha il potere in mano.  Anzitutto non ha il potere di far paura a  loro. Non  ha le leve vere per imporre la sua politica, non ha fatto le nomine giuste, le dovute sostituzioni, ha  che fare con rifiuti di obbedienza fra gli stipendiati dei ministeri-chiave, e persino la Guardia Costiera, sfida impunemente Salvini, fino ad emulare lo scafismo di Open Arms, in collusione coi poteri stranieri più  odiosi. Cosa che il carrierista in capo non oserebbe fare, se  il governo gli facesse paura.

https://www.maurizioblondet.it/consigli-non-richiesti-al-ministro-salvini/