Missili sul Giappone

Gennadij Zjuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, ha invitato gli Stati Uniti a lasciare in pace la Corea democratica, che ha diritto alla propria versione dello sviluppo, secondo Interfax.
Lasciate in pace la Corea democratica. Lasciatela crescere come ritiene opportuno. Conta sulle proprie forze creando una tecnologia moderna, costruendo strade e abitazioni. Ha diritto al proprio sviluppo“, dichiarava Gennadij Zjuganov a una conferenza stampa a Mosca. “In geopolitica gli statunitensi s’intromettono dovunque, hanno 800 basi. Non è un caso che la leadership nordcoreana sia obbligata a creare armi di distruzione di massa, missili e tecnologie spaziali“, ha detto il leader del Partito Comunista, secondo cui se queste armi le avesse avute la Jugoslavia, Milosevic non sarebbe stato trattato in quel modo. “Se le avesse avute l’Iraq, Sadam Husayn non sarebbe stato impiccato. Se le avesse avute la Libia, Gheddafi non sarebbe stato linciato per strada“, affermava Gennadij Zjuganov, secondo cui ogni volta che c’è una leadership, un pensiero nazionale indipendente, inizia il sabotaggio degli Stati Uniti, la provocazione. “D’altra parte, questa situazione è così tesa che ci vuole poco per fare esplodere la regione“, e ha detto che si era recato nella Corea democratica, vedendo il rafforzamento dei sistemi d’arma, tra cui artiglieria dalla gittata di 40 km. “Ho visto e capisco che è obbligata a farvi fronte, perché saranno obbligati a partecipare a questo conflitto. C’è un’enorme armata statunitense in Corea del Sud, persone che cercano di proteggersi dalle altre. Così smettete di minacciare, di violare lo spazio di questo Paese, di passare leggi contro la Federazione Russa“, dichiarava il leader del Partito Comunista.

https://aurorasito.wordpress.com/2017/08/30/missili-sul-giappone-risposta-della-corea-democratica-a-sanzioni-ed-esercitazioni-statunitensi/

Come ci scalderemo domani?

Se evitare la monopolizzazione del mercato dell’energia appare una normale procedura di funzionamento all’interno di un mercato comune, le dichiarazioni di Bruxelles che hanno etichettato la Gazprom come unica compagnia commerciante in esclusiva è un falso propinato per accrescere un’avversione nei confronti di Putin.
A palesare tutta l’inconcludenza politica della Comunità europea è inoltre la mancanza di una seria alternativa al gas russo. Dopo aver fallito lo scorso anno nel progetto del Nabucco, gasdotto voluto per sostituirsi proprio alle dipendenze di Mosca, l’Unione Europea si ritrova con un intero blocco di sanzioni contro la Russia che, paradossalmente, colpirà maggiormente le economie dei propri Paesi membri.
Escludendo un dialogo con l’Iran per questioni politiche, mentre invece Mosca ha da poco firmato con Teheran un accordo commerciale sullo scambio di petrolio iraniano per beni industriali russi ed accettato investimenti nel settore nucleare iraniano, le forniture provenienti dal Nord Africa o dal Golfo Persico sono insufficienti per il fabbisogno richiesto.
L’àncora di salvezza viene al momento confermata dalla Trans Adiatic Pipeline e dal Gasdotto Trans-Anatolico che, sempre Bruxelles, sta cercando di sponsorizzare con evidenti difficoltà nella regione dei Balcani.[…]

Il piano di Putin rimane fermo nell’idea di costruire un South Stream ma con un percorso alternativo rispetto a quello precedente. Ciò indurrà la Russia a rifornire la Turchia del 20% della sua energia, che si aggira intorno ai sessantatré miliardi di metri cubi di metano, mentre la restante parte verrà ricondotta nuovamente nei Balcani.

Il nuovo percorso del gasdotto permetterà alla Russia non solo di superare lo stallo imposto dalle sanzioni di Bruxelles ma, fattore ancora più importante, di aggirare Paesi ostili come Romania ed Ucraina e regimi politici definiti «non sovrani» come quello bulgaro.

Sicuro della dipendenza energetica dell’Unione Europea, il gas ricondotto nei Balcani dalla Turchia rappresenterà un risultato geopolitico non indifferente. La Russia, superando lo stallo delle sanzioni, avrà l’occasione di sostituire Francia e Germania nel ruolo di Paese strategico per la regione balcanica; i vari processi di avvicinamento a Bruxelles di alcuni Paesi, come ad esempio la Serbia, potrebbero perciò ridisegnare una nuova sconfitta per l’Unione Europea a vantaggio dell’ “Orso russo”.

estratto da http://www.eurasia-rivista.org/il-blocco-del-south-stream-e-la-vittoria-di-putin-contro-le-sanzioni/22032/

L’inasprimento delle sanzioni alla Russia

Fatti che rimarcano ancora quanto si sia persa la sovranità, intesa come caratteristica dello stato di governare indipendentemente senza ingerenze di altri stati, altre istituzioni o, peggio ancora, organismi sovranazionali. Deteriorare i rapporti con la Russia causerà un ulteriore peggioramento dell’economia Italiana. Si legittima quindi la distruzione delle piccole-medie imprese e dei distretti industriali, fenomeno tipicamente Italiano che tutto il mondo ci invidia, a favore dell’avanzata delle multinazionali che non incontra resistenza, se non in qualche sporadico nucleo o movimento più èlitario che popolare.

Pur di accondiscendere alle richieste degli Stati Uniti, e quindi delle multinazionali e dell’elite finanziaria per cui operano, il governo Italiano, ormai privo di patriottismo e senso civico, legittima un ulteriore deterioramento dell’economia Italiana e la distruzione di tutto ciò che col boom economico e con anni di lotte sociali si è conquistato, a rimarcare quanto questo non operi più per il popolo che rappresenta, quanto per le multinazionali che avanzano imperterrite verso un mercato libero, globale e incontrollabile.

http://www.lintellettualedissidente.it/linasprimento-delle-sanzioni-alla-russia/