Siamo sulla buona strada

L’ultimo caso di tubercolosi in una scuola del Riminese c’era stato nel novembre scorso, all’alberghiero Savioli di Riccione. Ad esserne colpito era stato un ragazzino di 17 anni extracomunitario che aveva iniziato ad avvertire i sintomi della malattia (alcuni peraltro comuni anche ad altre patologie), quali appunto febbre, stanchezza, perdita di appetito, tosse e dolore al petto. Si

Notare:

Grande cura mediatica a sfatare “la leggenda metropolitana”  che la  TBC sia portata dagli stranieri; anzi gli stranieri la contraggono in Italia,  per colpa nostra.  Qui sotto la  verità:

 

I dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiornati al 2014. Mostrano che la massima incidenza  e virulenza  della tubercolosi permane nell’Africa Subsahariana.

 

Seconda grande cura:  è una malattia  che resta “latente anche 60 anni.  Terza:  i casi italiani sono solo 3944 l’anno,  di cui il 66% stranieri (dice il Corriere); dunque  la TBC resta  “di bassa incidenza”.

Ma se per 900 casi di morbillo  –  infinitamente più benigno – si è strillato all’epidemia e alla necessità di vaccinazioni di massa, misure di salute pubblica,  ed  esclusione dei bambini non vaccinati dagli asili, perché invece 4 mila casi di TBC  non sono un’epidemia?  Perché i piccini vengono vaccinati anche contro la pertosse (che non credo abbia mai ucciso nessuno) mentre sul rischio TBC si stende il silenzio?

La “Cintura della Meningite”https://www.maurizioblondet.it/a-peste-fame-et-bello-libera-nos-domine/