Meglio saperlo

Dati i precedenti, quando un personaggio come Mouaz Moustafa comincia ad  alzare la voce contro l’Italia, c’è da preoccuparsi. Il nostro Paese finora è stato risparmiato dal terrorismo “islamico” stragista.

Adesso che  il successo elettorale dell’ala “sovranista” può portare ad un governo meno servile,  magari Daesh (sconfitto in Siria e Irak) si farà vivo in Italia?  C’è da chiederselo perché abbiamo avuto altre minacce  “di gravi conseguenze”  da note fonti nei giorni scorsi. Dal giornale israeliano di Torino  La Stampa,

La Casa Bianca al futuro governo: “Non togliete le sanzioni a Mosca”

Parla Volker, inviato dell’amministrazione Trump in Ucraina. “La Lega sbaglia, le misure europee vanno casomai rafforzate”
«L’Italia non può togliere le sanzioni alla Russia senza subire gravi conseguenze».

Si aggiunga il discorso appena tenuto da Macron davanti al Parlamento Europeo, dove, a nome dell’ideologia sovrannazionale  e dei suoi banchieri, ha annunciato iniziative di ostilità  contro ogni populismo e sovranismo che vede crescere. “è un dubbio sull’Europa che attraversa i nostri Paesi, sta emergendo una sorta di guerra civile europea ma non dobbiamo cedere al fascino dei sistemi illiberali e degli egoismi nazionali».

https://www.maurizioblondet.it/colpo-luomo-daesh-usa-minaccia-litalia/

Come funziona

Ah, povera Italia mia, come sei ridotta … coi tuoi riti immutabili, la tua piccineria, la pervicacia della tua stupidità.
Intanto i venti della storia rinforzano, il mondo ruota veloce … gira su cardini invisibili, implacabile, soverchiante.

La vita nel Ghouta orientale si é fermata. Era una zona florida con alberi di ulivo, di melo, di albicocco, di vigneti, ora sradicati. Sabotati i progetti di sviluppo, distrutte le centrali elettriche, le linee telefoniche, le reti idriche, di irrigazione, i servizi igienico sanitari. Distrutte le infrastrutture pubbliche e private. Incendiate intere fattorie, sterminati allevamenti di mucche, pecore, pollame. Modificata la vita della popolazione, aumentate le malattie. I terroristi continuano il controllo dei valichi e i depositi di cibo, i cittadini soffrono la fame e sono costretti a lavorare, e a coltivare il terreno per i terroristi in cambio di cibo. I medicinali vengono venduti a prezzi elevati. I gruppi terroristici costringono a costruire trincee, rifugi e tunnel tra i villaggi per rendere impossibile la continuità tra un villaggio e l’altro. Le scuole, e i centri culturali sono stati trasformati in tribunali della Sharia, imponendo il velo, insegnando l’estremismo religioso. Abolite le materie scientifiche: la fisica, la scienza e le lingue straniere. I bambini di 10 anni reclutati per formare le forze armate di bambini, si insegna loro a sparare, a combattere, a tagliare le teste. I fondi Sauditi, e del Qatar, con l’apporto turco, americano e israeliano hanno contribuito al rifornimento di armi, munizioni, al sostegno materiale. Supporto logistico con riferimento ai dati sui movimenti dell’esercito arabo. La capitale Damasco era, è tutt’ora un obbiettivo dei terroristi. Attacchi quotidiani dal 2012, dozzine di proiettili di artiglieria, mortai, colpi di cecchini, autobombe e attentatori suicidi si lanciano contro bersagli civili, autobus passeggeri, istituzioni commerciali, giudiziarie, educative e raduni di popolazione. Le bande terroristiche, a ovest di Zabadani, hanno interrotto il rifornimento idrico a Damasco lasciando 8 milioni di persone senza acqua per oltre un mese, causando la diffusione di malattie e esortando i cittadini ad andare contro lo Stato

https://www.controinformazione.info/scrive-lex-generale-maggiore-dellesercito-arabo-siriano-mohamad-abbas/

Guerra al terrore?

L’Arabia Saudita è il principale partner commerciale degli inglesi in Medio Oriente, con 200 joint venture anglo-saudite che producono (dati 2015) un giro d’affari di oltre 18 miliardi di sterline (pari a 16,5 miliardi di euro) l’anno. In Arabia Saudita vivono e lavorano 30 mila inglesi. Ma soprattutto, l’esercito saudita è il più importante cliente dell’industria degli armamenti inglese, che a sua volta “pesa” per il 20% delle armi esportate nel mondo. Secondo un’inchiesta di Greenpeace, nel 2015 l’83% delle esportazioni di armi del Regno Unito è andato verso l’Arabia Saudita, per un valore di oltre un miliardo di euro, dai sauditi rimborsati quasi interamente con forniture petrolifere. Non c’è spazio per fare del moralismo e per sostenere il rispetto “diritti umani” con i tagliatori di teste sauditi. Tuttavia l’ombra sinistra del terrorismo che attualmente attanaglia Londra e tutta l’Inghilterra adesso dovrebbe far riflettere sull’ipocrisia del così detto Occidente, quello che si riempie la bocca di slogan come “lotta al terrorismo”, o “guerra al terrore” e poi finanzia e fornisce le armi ai principali patrocinatori del terrorismo. Non si sfugge al centro della questione, il terrorismo è alimentato da precise centrali ed i governi dell’Europa, per cecità o per interessi, sono complici di queste centrali: il serpente deve essere schiacciato dalla testa e questa, come noto, si trova a Rijad . Luciano Lago

http://www.controinformazione.info/londra-sotto-lincubo-degli-attacchi-dellisis-mentre-il-governo-britannico-invia-armi-allarabia-saudita/

La guerra psicologica non mediatica

Per quanto concerne le tattiche non mediatico/comunicative/culturali di guerra psicologica, vale a dire lo studio della cultura del nemico, l’infiltrazione e gli strumenti derivati dall’HUMINT (human intelligence) i paesi europei sono ancora deficitari. Sullo studio del nemico islamista, della sua storia, cultura e psicologia, dei suoi codici e linguaggi, sconta un ritardo imbarazzante. Il califfo nero sa esattamente cosa suggestiona l’immaginario europeo (decapitazioni, atti di iconoclastia…). Le nazioni europee brancolano nel buio anche solo quando si tratta di distinguere cultura sciita (sensibile come la nostra all’iconoclastia e caratterizzata da una forte devozione a figure spirituali simile per certi aspetti al nostro culto dei santi) e cultura sunnita (più o meno rigidamente aniconica). Sull’analisi psicologica del nemico siamo tanto arretrati da immaginare ancora il fenomeno dell’estremismo religioso come riguardante principalmente i poveri e gli emarginati – e siamo pertanto vittime della mentalità laicista che vuole la religione, qualsiasi religione, come fenomeno del passato, riservato ai minus habentes ed incapace di produrre cultura nel senso positivo – ed ignoriamo il ritorno alla religione della borghesia (6) (come quella degli europei convertiti), avvenga questo ritorno per (anti?)conformismo, per ricerca di valori forti nell’era del pensiero debole o per sincera ricerca spirituale. Sull’infiltrazione e sul livello di attività HUMINT il livello di complessità si alza ulteriormente e merita un discorso a parte.[…]

Lo stato di cose sin qui esposto ed analizzato è figlio della miopia delle nostre classi dirigenti, alle quali dovremmo chiedere coerenza e visione, non una marcia dei buoni propositi nel centro di Parigi, per di più invitando il presidente turco. Il terrorismo politico degli anni ’70 fu vinto dal benessere degli anni ’80 e ’90, non da strategie vincenti dei governi – strategie che non si videro. La violenza dei terroristi rossi, anarchici e neri li isolò da una società che aveva la pancia troppo piena per sognare superuomini nietzschiani o soli dell’avvenire. Il terrorismo religioso non ci lascerà questo aggio perché si radica tanto nelle pance piene che in quelle vuote. Sarebbe bene cominciare a darne una lettura geopolitica e strategica, non solo “sentimentale”, alla “je suis” – per quanto, proprio nella logica sin qui indicata trasmettere ed enfatizzare l’immagine di una società unita contro la violenza e non divisa su basi settarie sia quantomeno un inizio.

Amedeo Maddaluno

 

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