Il caso Moro

Ciò facilitò l’intervento delle multinazionali in Brasile, dei partiti politici finanziati da esse infine creando le condizioni per il movimento anticorruzione che portava Jair Bolsonaro alla presidenza, dato che si è concentrato su nemico da abbattere, politici ed imprenditori corrotti identificati con il progetto di rendere il Brasile una potenza. Tale modello consegna alla corruzione una dimensione morale, depoliticizzata e legata agli interessi USA, cercando di replicarlo in tutta l’America Latina dopo il clamoroso successo nel riorganizzare i rapporti di potere in Brasile.

Moro, nuovo gendarme regionale anti-corruzione o futuro presidente del Brasile?
Molti speculano che Moro possa essere la figura del ricambio presidenziale di Bolsonaro per la successiva presidenza, nel 2022-2026, tuttavia ai fini pratici la nomina ne fa membro di un governo egemonizzato dalle tre B: Bibbia, Bossoli e Bue, in riferimento ai settori evangelici, militari e agroindustriali che sostengono Bolsonaro. In tale ottica, Moro alla fine diventa il grande protettore del piano di shock neoliberale proposto dal ministro delle Finanze Paulo Guedes, che pretende di porre le basi dell’economia brasiliana privatizzando le imprese statali, con un’impopolare riforma delle pensioni e l’adeguamento delle spese statali. Traslando le analogie, se Bolsonaro è il Pinochet delle riforme di un Chicago Boy noto per aver reso il Cile nel modello neoliberale, Sergio Moro diverrebbe il capo dei suoi servizi d’intelligence, dei suoi funzionari di polizia e giudiziari, dei suoi carcerieri ad essere precisi. Ma se a ciò si aggiunge la prospettiva regionale, senza andare molto lontano, l’ex-giudice Moro diverrebbe il capo del Piano Condor giudiziario che, attualmente perseguita politici e affaristi corrotti che danneggiano gli interessi degli USA. Tra le sue funzioni, quindi, sicuramente c’è mobilitare l’agenda anticorruzione promossa dagli USA nell’OSA e nel Vertice delle Americhe, affinché altri Paesi entrino in tale crociata tramite riforme giudiziarie e adozione di accordi internazionali volti a transnazionalizzare la politica interna come nei casi di corruzione. Così Moro, insieme a Bolsonaro, chiude il circolo virtuoso della Harvard Law School, passando per il dipartimento di Stato ed il suo tribunale di Curitiba, culminando a gran gendarme giudiziario degli USA in America Latina.