I bastoni tra le ruote

Gli analisti avvertono che il gruppo jihadista del Turkistan Islamic Party (TIP) nella Siria nordoccidentale potrebbe rappresentare un pericolo per l’instabile provincia siriana di Idlib, dove continuano gli sforzi per mantenere un fragile cessate il fuoco negoziato tra Turchia e Russia, tra le forze del regime siriano e i vari gruppi ribelli.

Il TIP ha dichiarato un emirato islamico a Idlib, alla fine di novembre, ed è rimasto largamente al riparo dalle autorità e dai media, grazie al suo basso profilo. Fondato nel 2008 nella regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang, il TIP è stato uno dei maggiori gruppi estremisti in Siria dallo scoppio nel 2011 della guerra civile nel Paese.

Il TIP è composto principalmente da Musulmani uiguri provenienti dalla Cina, ma negli ultimi anni ha incluso tra le sue fila anche altri combattenti jihadisti.

L’articolo riconosce inoltre che fino a 3.000 militanti potrebbero aver combattuto per il TIP in Siria e ha messo in guardia contro la possibilità che questi militanti possano trasferire le loro abilità di combattimento in Cina.

Tali ammissioni –[provenienti] anche dalle attività mediatiche statali statunitensi – aiutano a esporre l’attuale campagna di disinformazione rivolta a Pechino per la presunta “repressione”, il che significa che gli interessi speciali occidentali – incluso lo stesso governo americano – stanno minando alla base gli sforzi legittimi di lotta al terrorismo della Cina.

Gli Stati Uniti stanno intenzionalmente fomentando la violenza nello Xinjiang per interrompere la BRI

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61692

L’età dell’oro

Nell’aprile 2016 la Cina ha fatto una mossa importante per diventare il nuovo centro per lo scambio basato sull’oro e il centro mondiale del commercio di oro, oro fisico. La Cina è oggi il più grande produttore mondiale di oro, molto più avanti del Sudafrica, esso stesso membro dei BRICS, con la Russia come numero due.
La Cina ha ora creato un vasto centro di deposito nella zona cinese di libero commercio di Qianhai, vicino a Shenzhen, la città di circa 18 milioni di abitanti immediatamente a nord di Hong Kong sul delta del Fiume delle Perle. Ora la Cina sta completando la costruzione di un impianto permanente di stoccaggio dell’oro, inclusi un deposito doganale, una sala contrattazioni e relative aree ammini­strative. La Società Cinese per lo Scambio dell’Oro e dell’Argento basata ad Hong Kong e fondata 105 anni fa è entrata in un progetto insieme a ICBC, la più grande banca di Stato della Cina e la più grande banca di importazione dell’oro, per creare il Qianhai Storage Center. Inizia a diventare chiaro perché alla fine del 2014 una falsa ONG di Washington come la National Endowment for Democracy abbia tentato, senza successo, di suscitare a Hong Kong una rivoluzione colorata anti Beijing, la rivoluzione degli ombrelli.
Ora aggiungere il nuovo contratto future per il petrolio scambiato in Cina in yuan garantiti dall’oro porterà a un cambiamento drammatico tra i membri chiave dell’OPEC, anche in Medio Oriente; preferire per il loro petrolio yuan garantiti dall’oro ai dollari USA inflazionati comporta un rischio geopolitico, come ha sperimentato il Qatar in seguito alla visita di Trump a Riad qualche mese fa. Da notare che il gigante petrolifero di Stato russo Rosneft ha appena annunciato che la compagnia petrolifera cinese di Stato CEFC China Energy Company Ltd. ha appena acquisito dal Qatar la quo­ta del 14% di Rosneft.
Tutto inizia a ingranare in una strategia molto coerente.
L’impero del dollaro è in una penosa agonia mortale e i suoi patriarchi sono in uno stato di negazio­ne della realtà, altrimenti noto come presidenza Trump. Intanto gli elementi più sani di questo mon­do stanno costruendo alternative positive, pacifiche. Sono anche disposti ad ammettere che Wa­shington si unisca a loro sotto regole oneste.

http://appelloalpopolo.it/?p=35399

Abbiamo capito tutto!

 

 

 

 

 

Il colossale programma   di  infrastrutture,di dimensione continentale – che mira a racchiudere  il continente più  vasto, l’Asia, la heartland  che turbò i sonni del geopolitico McKinder (“chi controlla lo heartland controlla il mondo”) ha a  disposizione strumenti finanziari  adeguai, forniti  essenzialmente  dalla Cina:

  • La Asian Infrastructure Invesment Bank (AIIB) , capitale iniziale 100 miliardi di dollari, che è praticamente il rivale di Fondo Monetario e Banca Mondiale,  organi strategici del  potere mondiale anglo-americano. Vi partecipano, nonostante le minacce di Washington per dissuadere, 57  paesi, fra cui molti europei; ci siamo anche noi; Londra è stata frale prime ad aderire, per avervi lo stato di “socio fondatore”.  Il  solo ad aver obbedito alle ingiunzioni americane è stato, in Asia il Giappone: per sua disgrazia.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Asiatica_d%27Investimento_per_le_Infrastrutture
  • Il Silk Road Fund, fondo di Stato del  governo cinese, dotato di 40  miliardi di dollari, per intervenire in appoggio della AIIB.

Quanto alle istituzioni, è  il caso di ricordare che la Cina è parte (la più grossa) della  Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, una alleanza fondamentalmente  militare, di autodifesa, che inizialmente comprendeve, oltre Russia e Cina, anche Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan;   ma dal 2001  comprende anche India e Pakistan – e presto  si prevede l’ammissione dell’Iran, oggi membro osservatore.

E’ una piccola cosa: che comprende quattro potenze nucleari, fra cui la seconda al mondo (la Russia);  il 43% della popolazione mondiale, e  oltre  il 60 per cento del territorio del continente eurasiatico. L’ostilità europea, con le sanzioni e il resto,  ha gettato la Russia nelle braccia di  questo blocco, costringendo Putin ad approfondire e rendere  permanenti  i rapporti “di buon vicinato e cooperazione amichevole” con Pechino.

Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, ecco: i  BRICS –  Brasile, Russia,  India,  Sudafrica. Oggi somigliano sempre più ad una  Shanghai Cooperation Organization che unisce un paese africano essenziale per posizione geopolitica, e il più grande paese sudamericano –  uno e l’altro situati in quello che i geopolitici britannici chiamano il “rimland”: il contorno dell’heartland, che è necessario che le potenze navali controllino per minacciare chi controlla lo heartland.

Dunque  la Cina con la Russia (a questo punto, come partner junior)   hanno rafforzato il dominio sullo heartland, e nello stesso tempo hanno sfondato  la continuità geo-strategica del rimland.  Per esempio, la partecipazione del Brasile al BRIC mette in discussione la dottrina Monroe, l’inviolabilità totale dell’egemonia Usa  nel suo emisfero – il che può spiegare certe sovversioni attuate contro quel paese.  Per  ora hanno avuto successo; ma i BRICS hanno una propria banca di sviluppo, dotata di 100 miliardi di capitale per le infrastrutture – un aspetto che  gli usa hanno troppo trascurato, lasciandosi guidare dal suo capitalismo finanziario, ossia predatorio e di corto respiro.

Ma  c’è ancora di più, e lo sottolinea  l’analista Jean-Claude Empereur, docente di geopolitica all’università di Nantes: “Il programma di contro-accerchiamento  [cinese] non sarebbe completo  se non si citasse il Libro Bianco sulla politica spaziale cinese 2017-2022,  che propone di fare della Cina una potenza spaziale indipendente. Un  grande programma scientifico, militare ed economico: “A  lungo termine, lo sfruttamento delle risorse lunari è una  delle  grandi priorità  della Cina. La Luna ha riserve di un gas raro sulla Terra,  l’helium-3, che   potrebbe essere usato per ottenere energia da fusione” .

Sarà  pure fantascienza. Ma confrontatele con la visione della Mutti  Merkel  da cui ci siamo lasciati guidare noi europei,  la piccineria  e  la stupidità con cui, in nome di non si sa quali principi  morali, ci siamo fatta nemica la Russia che stavamo integrando, perché “Putin è un dittatore” – mentre  Mutti non ha avuto remore a promettere ad Erdogan l’entrata della Turchia nella UE.

Hanno  fatto  l’Unione, e poi l’hanno disciolta nella globalizzazione,  obbligandoci a competere sui ribassi salariali  nel  calcolo impossibile di concorrere  a forza di austerità con quelli cinesi; e adesso, Trump suona la  campana della fine della globalizzazione,  odiano Trump invece dei loro errori sesquipedali.   Che hanno degradato l’Europa e  la condannano alla dismissione storica.

Si  poteva, forse si potrebbe ancora,   distogliere Putin dall’abbraccio cinese, che certo è imbarazzante e pericoloso, e culturalmente  persino  innaturale; ma non ci vorrebbero una Mogherini  o un Gentiloni, uno Stoltenberg o un Tusk.  Invece ecco,     partono alla guerra contro “i protezionisti” e i “sovranisti”, e lamentano una possibile riduzione delle vendite della Vespa in Usa,  mentre la Cina si propone di diventare  una potenza spaziale nei prossimi cinque anni.  Che  pochezza mentale. Che tristezza.

 

L’articolo EUROCRAZIA SENZA VISIONE CI METTE IN MANO ALLA CINA. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

La nuova via della seta

Il corridoio trasformerà le economie dell’Eurasia dalla Russia all’India collegata nella Shanghai Cooperation Organization (SCO). I membri della sempre più strategicamente importante SCO sono Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. Quest’anno India e Pakistan aderiranno formalmente alla SCO e si prevede che l’Iran, attualmente osservatore ufficiale, avrà offerto la piena adesione entro la fine dell’anno, ora che le sanzioni sono state tolte.

Il Presidente cinese Xi Jinping ha annunciato il sostegno alla piena adesione dell’Iran negli importanti colloqui a Teheran nel gennaio 2016, dove i due decidevano la formale partecipazione iraniana nel progetto Cintura e Via economica della Nuova Via della Seta sull’Eurasia dalla Cina di Xi. Ora, con il Corridoio Teheran-Mosca si chiude il Triangolo d’Oro Pechino-Teheran-Mosca; un importante progresso economico e geopolitico.

viadellaseta

L’economia del corridoio dei trasporti
Il completamento del Corridoio dei trasporti Nord-Sud trasformerà in modo significativo lo spazio economico dell’Eurasia. Il corridoio sarà una moderna via marittima e ferroviaria per trasportare merci tra India, Iran, Azerbaigian, Russia, Asia centrale e potenzialmente Stati europei se dovessero mai rinsavire abbandonando il governo guerrafondaio ucraino e le sanzioni alla Russia, alleviando le economie in difficoltà dell’Unione europea. Il nuovo corridoio collegherà alcune delle più grandi città del mondo come Mumbai, Mosca, Teheran, via porto sul Caspio di Bandar Anzali in Iran e da lì al porto di Astrakhan in Russia, alla foce del grande fiume Volga. Nel 2014 furono testate due rotte. La prima da Mumbai a Baku attraverso il porto dell’Iran presso lo Stretto di Hormuz, importante collo di bottiglia dei flussi di petrolio e gas dal Golfo Persico. Il secondo da Mumbai al porto di Astrakhan via Bandar Abbas, Teheran e porto di Bandar Anzali. Lo scopo era individuare e affrontare le principali strozzature. Significativamente, lo studio ha dimostrato che i costi dei trasporti India-Russia verrebbero ridotti di “2500 dollari ogni 15 tonnellate di carico“. Uno studio della Federazione delle Associazioni Spedizionieri indiana trovò che la rotta, era “il 30% meno costosa e il 40% più breve di quella attuale“. La rotta attuale va da Mumbai a Mar Rosso e Canale di Suez, attraversa Mediterraneo, Gibilterra e Canale della Manica fino a San Pietroburgo e Mosca. Uno sguardo alla mappa rivela come tale rotta sia strategicamente vulnerabile, per la possibile interdizione da NATO e Stati Uniti. Il colpo di Stato degli Stati Uniti nel febbraio 2014 in Ucraina, l’installazione di accoliti del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, oligarchi corrotti “pro-Washington” e neonazisti, per perturbare le relazioni tra Russia e UE, momentaneamente misero in secondo piano il piano sul Corridoio Nord-Sud. Ora, con il concretizzarsi nella realtà eurasiatica del Grande progetto Cintura e Via della Cina, l’adesione del corridoio Iran-Azerbaigian-Russia crea uno spazio economico, politico e militare coerente ed integrato che potrebbe presto avviare ciò che gli storici futuri chiameranno secolo eurasiatico, mentre il secolo americano e la sua egemonia mondiale post-1944 si sbriciola come l’impero romano nel IV secolo d.C.

https://aurorasito.wordpress.com/2016/05/08/russia-iran-e-azerbaigian-si-accordano-sul-corridoio-strategico/