Italiani sotto sfratto

Proprio mentre a Massa Finalese cinque giovani della Guinea richiedenti asilo si sistemavano in un appartamento appena ristrutturato e arredato, la situazione della coppia di Finale Emilia che non ha più, da domenica, un tetto sulla testa non trova ancora una soluzione dignitosa. Hanno dovuto lasciare il monolocale che avevano preso in affitto da un’associazione caritatevole di ispirazione cattolica benchè pagassero regolarmente l’affitto. Era infatti scaduta la convenzione con il Comune di Finale che nessuno aveva rinnovato, e non trovando tra le opportunità offerte dal Comune nessuna che non li separasse, i due sono finiti per strada.
Le prime notte i due, 48 e 46 anni, lui diabetico e malato, hanno provato a dormire sulle panchine dei giardini De Gasperi, poi in un’automobile grazie all’aiuto di un loro conoscente che gli ha dato la possibilità di restare chiusi nella sua vettura fino al mattino.

Ora grazie alal solidarietà di tanti finalesi hanno trovato in regalo una roulotte, per il passaggio di proprietà della quale è stata avviata una raccolta fondi tra i citadini, e la situazione dovrebbe essere un po’ migliorata. Ma non si potrà andare avanti a lungo così: non c’è elettricità, non c’è la cucina, non c’è il bagno nè acqua. Al di fuori una fontana con una gomma, all’esterno della roulotte, parcheggiata nella zona adiacente al deposito dei carri di carnevale, non c’è nulla.

 

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Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Italiani sotto sfratto”

  1. “Quanto davvero sappiamo del passato di chi viene nel nostro paese e a cui diamo asilo politico?”. Si domanda qualche ingenuo. Ad uno sguardo esercitato sulle fisionomie africane, la maggior parte di questi immigrati maschi negri appaiono per quello che sono: giovani pregiudicati, o ricercati nei loro paesi d’origine, o ex soldati di ventura di una delle tante bande africane che han trovato opportuno cambiar aria. Sono infatti i soli che possono spendere le migliaia di dollari richieste dai trafficanti, e “farsi rispettare” nella traversata alla fine della quale saranno accolti da Bergoglio, Boldrini e Delrio- e messi a nostro carico.

    I veri poveri in Africa non solo non hanno i soldi, ma nemmeno le scarpe per venire qui.
    http://www.maurizioblondet.it/stupro-rimini-butungo-scappato-dallafrica-perche-ucciso-delle-persone/

    "Mi piace"

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