Non si voterà più

L’oligarchia ha sottratto valore al voto, ora non le resta che impedirlo con discrezione. Le opzioni sono già sul tappeto, tutte contrarie alla libertà di pensiero, malattia psichiatrica da curare. Potrebbe accedere al voto solo chi supera un test di educazione civica in cui la commissione esaminatrice sono lorsignori. Il filtro preventivo consentirebbe di eliminare tutti i pensieri liberi e dissidenti. A quel punto, perché votare, se tutti sono d’accordo?
Nel 2017 il quotidiano liberale spagnolo El Mundo ospitò un intervento dello scrittore Ignacio Vidal-Folch, dal titolo Contro il suffragio universale. La proposta era negare il voto ai giovani sotto i 28 anni – troppo sventati – e ai pensionati over 65, i quali “non dovrebbero partecipare a piani per un futuro dal quale saranno assenti per legge di vita.” Semaforo rosso anche per i disoccupati, giacché lo Stato gestisce il denaro che incassa e “poiché il denaro è l’unico linguaggio universale, il diritto di voto potrà limitarsi ai cittadini che pagano imposte”.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/liberta-di-espressione-un-ossessione-dell-uomo-bianco

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Non si voterà più”

  1. Due giorni fa il presidente del consiglio Draghi, il ministro dell’Innovazione Tecnologica Colao e il sig. Mark Zuckerberg si sono incontrati per discutere di “Metaverso”.
    Siamo certi che, oltre ad alcune istruzioni cortesemente fornite a Draghi sul corretto utilizzo degli emoticon, non si siano detti nulla di rilevante, nulla di cui l’opinione pubblica dovrebbe occuparsi e discutere. Dobbiamo lasciarli lavorare, perché qualunque cosa facciano, lo fanno per il nostro bene.
    Incidentalmente segnalo che la questione più cruciale all’ordine del giorno negli odierni processi di digitalizzazione è la strutturazione di tutti i sistemi, pubblici e privati, con sistemi “cloud”, dove l’utente finale, che sia cittadino o amministrazione, ottiene semplicemente un “servizio” la cui elaborazione viene consegnata in remoto a e da un singolo erogatore centrale di servizi (e.g.: l’azienda di Zuckerberg).
    Una volta che questo processo sia andato pienamente in porto, ogni sistema di comunicazione, ogni archivio e database (es: casellari giudiziari e atti processuali), ogni software per leggere i nostri documenti, ogni transazione commerciale e finanziaria, insomma la totalità di ciò che conferisce potere nel mondo contemporaneo sarà letteralmente nelle mani di un erogatore di servizi centralizzato e remoto.
    Andrea Zhok

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